La classifica dice che il Milan è all’ottavo posto, in coabitazione con Fiorentina, Udinese e Torino. E alla ripresa, dopo questa anomala sosta invernale, i punti di distacco da Atalanta e Sampdoria, in piena lotta Europa League, saranno sempre e comunque due. Insomma, la lotta è aperta con diciotto partite tutte da vivere al massimo dell’impegno, con la grinta che Rino Gattuso sta cercando di trasmettere ai suoi giocatori un po’ come la goccia che scava pian piano la pietra.

A preoccupare, però, sono i numeri relativi all’attacco. Il Milan ha segnato 25 reti, facendo fin qui meglio solo di chi sta dietro, vale a dire Bologna, Chievo, Genoa, Sassuolo, Cagliari, Spal, Crotone, Verona e Benevento. Se contiamo che per i due attaccanti di ruolo arrivati la scorsa estate (Nikola Kalinic e André Silva) sono costati complessivamente 63 milioni di euro e in Serie A hanno messo a segno 4 gol (solo il croato) in venti gare, c’è qualcosa di preoccupante. Lo stesso Gattuso, dopo la vittoria col Crotone, ha ammesso: “Davanti facciamo il solletico“. Questione di gioco o di uomini? La sensazione è che ci sia un po’ di entrambi. E l’adattamento di André Silva all’Italia ha ormai le settimane contate.

Il ragionamento apre uno scenario fin qui poco valutato sul mercato di gennaio. Non è un mistero che il Milan voglia regalare a Gattuso un centrocampista in più, soprattutto per dare il cambio a Frank Kessie. Ma, a fronte di numeri impietosi riguardanti l’attacco, non è da escludere un colpo anche davanti. E’ noto che la società rossonera possa permettersi oggi solo operazioni a titolo temporanea, ma nella classifica cannonieri della Serie A, davanti a Kalinic, figurano anche nomi piuttosto abbordabili che farebbero di tutto pur di guadagnarsi la chance di giocare sei mesi nel Milan. Bisognerebbe rimanere vigili per trovare un jolly in grado di fare la differenza. Un po’ come accadde un anno fa con Gerard Deulofeu, artefice della svolta di Vincenzo Montella verso l’Europa League.