Il rapporto tra Carlo Ancelotti e l'ambiente bavarese sembrava essersi usurato: ora il Bayern punta due manager tedeschi Ultimo tango a Parigi, verrebbe da dire: è costata carissima la sconfitta per 3-0 contro il PSG a Carlo Ancelotti, ieri esonerato dal Bayern Monaco. Un'onta che difficilmente l'allenatore italiano ha subito: al Real Madrid era stato virtualmente esonerato, ma a fine stagione, di fatto concludendo il rapporto a giochi finiti. Questa è invece la prima volta che una stagione di Carlo Ancelotti si interrompe a metà, mentre era già successo che subentrasse in corsa (al Milan come al PSG). Le conseguenze tanto vaticinate da Rummenigge hanno preso la forma dell'allontanamento del tecnico italiano, forse mai amato veramente in fondo dall'ambiente bavarese e dai giocatori. Qualche spiffero sulla loro insoddisfazione era già filtrato. CONTRASTI - La "fazione tedesca", a cui si sono aggiunti idoli di lungo corso come Ribéry e Robben, non hanno certo aiutato Ancelotti nel trattenere il suo posto in panchina. Come riporta "La Gazzetta dello Sport", Rummenigge ha addetto le prestazioni di inizio stagione come causa della separazione, tra cui la partita di Parigi, che ha fatto da manifesto del perché il Bayern doveva cambiare. La panchina passerà a Willy Sagnol, ex giocatore del Bayern e della nazionale francese, già presente come vice-allenatore. Si vocifera anche del rientro di Jupp Heycknes, l'allenatore del Triplete nel 2013: in attesa di cosa, però? Probabilmente di Julian Nagelsmann o Thomas Tuchel, con il primo leggermente favorito (anche se bisognerà attendere la fine della stagione e liberarlo dall'Hoffenheim). https://twitter.com/MrAncelotti/status/913484517268180993
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