Anzitutto auguro, a nome dell’intera redazione di SpazioMilan, un buon anno ai nostri lettori.

Peccato soltanto non si festeggi per il Milan, ultimamente. Altro giro, altre speranze: anche il 2017 è andato. In casa rossonera è stato l’anno della rivoluzione, eppure sostanzialmente è cambiato ben poco. Troppo poco. I nomi, quello (cinese) dei 250 milioni sul mercato e delle “cose formali”, riparte da una base ancora più fragile della banda targata 2016/2017 e guidata dal buon Montella. Un campionato già buttato, una società di cui si sa poco niente, un allenatore che ancora non ha dimostrato nulla, una squadra di scommesse ad oggi in gran parte fallite.

Eppure di motivazioni ce ne sono: le coppe. É chiaro, in effetti, che sul campionato non si possa puntare, perché l’obiettivo dichiarato é la Champions, distante (potenzialmente) 16 punti. Allora diventa inevitabile guardare altrove.

Dove? Anzitutto all’Europa, quella minore: l’Europa League. Nelle gare secche questa squadra può indiscutibilmente dire la sua, perché di qualità ne ha in abbondanza. Poi, evidentemente, pecca di continuità, ma il problema in coppa si pone relativamente. È l’ultima via per l’Euroa che conta è mi pare assai più percorribile di quella che porterebbe ad un utopico quarto posto.

L’altro stimolo rimasto, a metá di una stagione già pressoché fallimentare, si chiama Coppa Italia. In questo senso conta parecchio tornare, in fretta, ad abituarsi  vincere. Anche un trofeo del genere, che non vale fortune, ma è capace di (ri)portare un briciolo di dignità ad un club che la dignità, almeno quella  la merita.