Destino beffardo. Dopo giorni di corteggiamento, di sofferenza ad Auronzo e l’atteso trasferimento in rossonero, condito da una clamorosa gaffe con i tifosi, è finalmente arrivata la prima volta di Lucas Biglia in campionato con il Milan, dal primo minuto. Fin qui tutto normale, anzi, tutto oltre alle aspettative considerando l’infortunio muscolare, uno dei tanti, che il centrocampista aveva rimediato a metà agosto. La beffa sta nel fatto che l’esordio, dall’inizio, caschi proprio all’Olimpico contro la sua vecchia squadra, contro una Lazio che questo “tradimento” non l’ha perdonato.

Quale sarà il clima allo stadio? Sicuramente caldo. Gli ultras laziali infatti non hanno digerito le manovre attuate dall’ex capitano biancoceleste il quale, il passaggio al Milan, non l’ha vissuto in maniera passiva, come una pedina che accetta la decisione della società di cedere un giocatore, bensì l’ha cercato e voluto, probabilmente già da prima che finisse la scorsa stagione. Già, perché degli Aquilotti lui non era solo un elemento, era il capitano, la bandiera. Dunque i tifosi si faranno sicuramente sentire. Ma si spera, considerata anche l’età e l’esperienza del giocatore, che questo non possa inficiare sulla prestazione del nuovo numero 21 milanista, che tra le altre cose nell’ultima gara di campionato, entrato in corsa, ha cambiato le sorti del match.

Dopo il suo ingresso in campo infatti il baricentro della squadra di Montella si è visibilmente alzato e, con lo spostamento di Montolivo nel ruolo di mezzala, sono aumentate le soluzioni in fase di impostazione. Il mediano dell’Albiceleste oltre alle elevate doti tecniche, ha profuso in campo sicurezza ed esperienza, elementi che questa squadra appena assemblata e composta da giocatori giovani e brillanti promesse, si sono rivelati provvidenziali per rimettere sui giusti binari la partita e gestire il vantaggio nella fase finale dell’incontro. Buona la prima, insomma, e speriamo anche la seconda, seppur tra i fischi (eventuali) dei vecchi amici.