Lucas Biglia, nuovo regista del Milan di Montella, si è raccontato a 360 gradi nella sala stampa di Milanello Domenica Lazio e Milan si sfideranno all'Olimpico, oggi è toccato a Biglia anticipare la sfida, davanti ai microfoni: «La Lazio è forte, ha vinto la Supercoppa italiana contro la Juventus: non è poco. E’ una squadra ordinata tatticamente, con gente di qualità dalla trequarti in avanti. Io spesso infortunato? Sì, queste critiche mi danno fastidio: ho avuto soltanto 3 infortuni a livello muscolare, mentre quelli alle articolazioni non dipendono da me. Milan da Scudetto? Un Milan di qualità, adesso dobbiamo lavorare per mettere tutti i pezzi a posto. Non si può parlare di Scudetto adesso, dovremo aspettare a marzo – aprile quando ci saranno le partite decisive. Fischi all’Olimpico? Non lo so, ma non mi aspetto che mi ricevano bene. Ciò però non mi farà cambiare il mio pensiero sulla Lazio. Avere un vincente e un giocatore come Bonucci alle mie spalle mi può dare grandi garanzie. Meritavo di più in carriera? Il calcio mi ha dimostrato, in questi anni, che non contano i meriti ma i risultati. Magari se adesso sono qui è perché ho fatto le cose per bene: sto bene, era quello che volevo arrivare in un club così blasonato». Il centrocampista, quindi, afferma: «Contro la Lazio non sarà il primo vero test della stagione, ma questa partita, contro una squadra che è arrivata davanti nello scorso campionato, ci darà la misura di cosa può fare questo Milan. Juve squadra da battere per lo Scudetto? Sì, perché ha vinto lo scorso campionato. Ma troveremo squadre fortissime come Napoli, Roma, Inter, Lazio e Atalanta. Dovremo essere noi, nuovi arrivati, a metterci a disposizione di Montella: lo stiamo facendo alla grande, in un gruppo composto da grandissime persone. Lucas Leiva? E’ un grandissimo giocatore, ma la partita sarà Lazio-Milan e non Leiva-Biglia. Calhanoglu? Sta iniziando a capire la lingua e a giocare in un nuovo ruolo. Ha qualità tecniche importanti e, con il tempo, si adatterà. Io elemento centrale del nuovo Milan? Siamo 26 calciatori e dovremo sentirci tutti importanti. Obiettivi? Il primo è arrivare in Champions League. Guardando la rosa si capisce a cosa possiamo ambire, ma non possiamo metterci pressione da soli. I primi contatti con il Milan ci sono stati verso ottobre-novembre e mi hanno trasmesso grande voglia e ambizione».
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