La brutta prestazione dell’Olimpico ha messo a nudo le lacune (sinora sommerse) del Milan: una squadra apparsa ancora immatura e troppo fragile dietro, nonostante il reparto difensivo sia, almeno sulla carta, il suo punto di forza.

Bersaglio, fin troppo facile, delle critiche post-partita da parte di esperti e commentatori è stato, come pronosticabile, Bonucci, colpo ad effetto del mercato rossonero e calciatore di spessore internazionale. Sproporzionato e ingeneroso affermare che Immobile lo abbia ridimensionato a modesto centrale di difesa: Bonucci è, infatti, un top assoluto, ma non ci si può non interrogare sulla sua efficienza da coprotagonista nella linea a 4.

Leo, come riporta la Gazzetta dello Sport, da padrone dell’area di rigore nella difesa 3 è nettamente più funzionale. Se si prendono in esame l’ultimo campionato juventino e l’inizio di stagione rossonero si contano 50 incontri, di cui 31 disputati in una difesa a 4 e 19 a 3, con conseguenze notevolmente diverse. Con quest’ultimo modulo il centrale azzurro ha, infatti, mostrato maggiore solidità, vincendo il 75% degli incontri giocati, a fronte di uno striminzito 65% se schierato nella retroguardia a 4. Dato ancor più eloquente è fornito dal numero di goal subiti: solo 12 nelle 19 partite a 3 e ben 28 (più del doppio) nel caso di difesa a 4. Infine, Bonucci, da anni abituato a fungere da play basso, con la Lazio è, addirittura, finito fuori dal podio per palloni toccati, mostrando di non essere ancora entrato a pieno nei meccanismi della squadra.

Da qui è scattata l’ironia (spesso corrosiva) dei social che hanno stuzzicato il difensore viterbese, scopertosi, dopo molti anni, insicuro e nervoso (vedi battibecco con Immobile), complice un rendimento sotto le aspettative in queste prime uscite rossonere. Bonucci, comunque, ha il pregio di sapersi assumere le proprie responsabilità anche nei momenti difficoltà, vestendo i panni di leader del gruppo e rilasciando dopo il match dichiarazioni precise e inequivocabili: “Non possiamo permetterci queste figure, dobbiamo rimboccarci le maniche e crescere con più umiltà, rabbia e spirito di sacrificio. Questo K.O. deve essere uno schiaffo salutare per tutti“.

Vienna, domani sera, offrirà un doppio motivo di interesse: la volontà del Milan di debuttare con una vittoria nel girone di Europa League e quella di Bonucci di dimostrarsi (finalmente) affidabile nella difesa a 3 cucita apposta per lui.