Continuano a sorprendere Fabio Borini e la sua stranissima stagione al Milan. Arrivato in estate nell’indifferenza generale, era riuscito a diventare pedina fondamentale di Montella, quasi irrinunciabile.

Aveva quindi convinto tutti con la sua grande voglia di fare, con il suo sbattersi in campo dall’inizio alla fine. Con Gattuso, però, Borini è tornato nella sua aura di anonimato, spesso ai margini, quasi sempre in panchina.

A gennaio è stato al centro di voci di mercato che lo volevano subito lontano da Milano, ma alla fine a Milano ci è rimasto. Ci è rimasto e ieri, contro la Spal, è tornato al gol in Serie A a sei anni di distanza dall’ultima marcatura.

“Sono contento, ho lavorato tanto, mi sono messo a disposizione del gruppo e alla fine è arrivato il gol. Non lo dedico a nessuno, è solo frutto del lavoro”, ha detto ieri nel post-partita.

Una gara e una prestazione che lo rimettono prepotentemente in gioco nelle scelte di Gattuso, uno che certamente apprezza chi in campo fa correre gambe e cuore. Una nuova pagina di una stagione che va avanti e indietro proprio come un’altalena. La prossima “tappa” sarà a terra o verso il cielo?