Milan in crisi piena: Vincenzo Montella ormai a un passo dall'esonero, il sostituto designato è Gennaro Gattuso. Al centro delle polemiche rossonere però anche il mercato e la consulenza di Alessandro Moggi Poche idee, ma confuse. Alla fine Vincenzo Montella non dovrebbe reggere ancora per molto l'urto delle critiche sul suo Milan: se ne stanno convincendo anche i dirigenti rossoneri, consapevoli di dover prendere una decisione nel breve termine. Difficile che arrivi in settimana, anche se la prossima partita, per l'allenatore milanista, potrebbe sul serio essere l'ultima spiaggia (leggi anche: Milan, ultimatum Montella: ecco cosa succede). Contro il Benevento, fanalino di coda con zero punti in classifica (in attesa di questa sera) Montella dunque si giocherà il tutto per tutto: possibile raddrizzi ancora una volta la barca, ma più che il risultato conterà la prestazione. L'Aeroplanino sembra del tutto fuori fase: ieri ha cambiato di nuovo modulo e uomini, tornando a sei giocatori su undici in campo tra quelli che aveva fatto fuori prima della rivoluzione seguita alla debacle contro la Sampdoria di settembre. Insomma: tutto è cambiato affinché nulla sia cambiato. Gennaro Gattuso resta l'alternativa più credibile per traghettare il Milan in caso di esonero di Montella: l'allenatore della Primavera sarebbe stato allertato già da un po' in attesa di quello che sembrerebbe un momento sempre più vicino. Ringhio avrebbe già dato l'ok da qualche settimana del resto, attende solo la chiamata ufficiale. Al centro delle polemiche in casa rossonera, scrive stamane La Repubblica, c'è però anche altro: non soltanto la confusione tattica di Montella, il rendimento scarso di molti uomini chiave e le ben note vicende societarie (tra proprietà cinese e Fair Play Finanziario), ma pure il mercato. Come riporta stamane il giornale romano, in questo senso, sarebbe finita nell'occhio del ciclone anche una figura sin qui semi-nascosta: quella di Alessandro Moggi, procuratore e figlio dell'ex direttore generale della Juventus Luciano. Sarebbe stato proprio lui il consulente principale di Marco Fassone ed Massimiliano Mirabelli questa estate, dirottando i 220 milioni di euro del mercato su chi fino a qui ha deluso.
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