Il 3 agosto è stato accolto dai 65mila di San Siro come fosse un Ronaldinho o un Ibrahimovic e ha risposto con parole da capopopolo: “Lottiamo insieme per un grande sogno, più affamati che mai”. Si è preso la fascia, ha iniziato a caricare i compagni con i suoi discorsi in mezzo al campo durante il riscaldamento pre-partita e nello spogliatoio di Milanello. E dopo la sconfitta con la Lazio e una prestazione tutt’altro che positiva ci ha messo la faccia,  ringhiando in campo con Immobile per un paio di atteggiamenti che sull’1-4 non gli erano piaciuti e richiamando tutti all’attenzione davanti a telecamere e taccuini: “Dobbiamo crescere, è compito mio e dei più vecchi, rimanere squadra sempre e non permettere al Milan di fare queste figure”

Si può dire di tutto su Leonardo Bonucci, ma come sottolinea l’edizione odierna di Tuttosport, ma non che abbia preso sotto gamba la nuova avventura in rossonero. E in questi giorni, il Milan a lui si sta rivolgendo per affrontare il primo momento di difficoltà di un nuovo corso proprio come accaduto in bianconero come nel 2015 con la sconfitta contro il Sassuolo e da li la risalita fino alla conquista del quinto scudetto.  E perché la stragrande maggioranza dei successi ottenuti con la maglia della Juventus . li ha conseguiti con la difesa a tre, quella da cui ripartirà Montella domani nel primo match del girone di Europa League contro l’Austria Vienna.

Adesso tocca a Montella sfruttare Bonucci, anche se il difensore difficilmente potrà godere inizialmente delle stesse libertà che aveva in bianconero. Perché il Milan di oggi è un cantiere aperto a differenza della Juventus e dell’ormai famigerata BBC che ha scritto la storia del nostro calcio. Musacchio e Romagnoli (o Zapata) non possono dare oggi le stesse garanzie che hanno dato per anni Barzagli e Chiellini in un meccanismo oliato a meraviglia, ma Bonucci con la sua esperienza potrà indubbiamente facilitare il passaggio dal 4-3- 3 al 3-5-2 (o varianti simili come il 3-4-1-2 o il 3-4-2-1). Se c’è un difensore in Italia che conosce i segreti della linea a tre è sicuramente Bonucci e il cambio di sistema non gioverà solo a lui, ma anche ad esterni come Conti e Rodriguez, abilissimi a ricoprire l’intera fascia e a pungere nella fase offensiva. Il nuovo corso rossonero è iniziato a metà aprile col closing, ma è passato a un’ulteriore fase proprio dopo l’acquisto di Bonucci, non previsto nei programmi iniziali di Fassone e Mirabelli. Bonucci è sinonimo di leadership in una retroguardia a tre: al Milan lo sanno e a lui chiedono le lezioni per diventare grandi.