Non vorrei fare la fine di chi rischia di parlare troppo presto dopo i primi buoni risultati, non vorrei portare oltremodo poca fortuna e quindi è doveroso cominciare questo pezzo con una premessa grande quanto ad una casa. La stagione ancora è lunga e, dal sembrare una squadra in rinascita a tornare ad essere una squadra in crisi, il passo è davvero breve. Per questo è obbligato aggiungere anche un bel “per ora” a tutte le analisi che verranno fatte da qui alla fine. Il calcio, si sa, è materia liquida e le opinioni, così come i risultati, possono cambiare da un momento all’altro. Detto questo notare le differenze tra l’attuale Milan di Gennaro Gattuso e quello dell’ultimo Vincenzo Montella è davvero troppo semplice. Per non rischiare di essere fraintesi, qui non si vuole fare un confronto tra le capacità dei due allenatori, ma semplicemente tra quello che sono riusciti (o stanno riuscendo) a dare a questo Milan.

La prima differenza, la più palese, è nei risultati e chiunque riuscirebbe a vederla. Fermandoci solo al campionato il Milan di Montella aveva collezionato 20 punti in 14 partite (media di 1.42), mentre quello di Gattuso è arrivato a quota 14 in sole otto partite (media di 1.75). Ovviamente consideriamo solo l’attuale stagione. A Montella si deve comunque riconoscere il merito di aver riportato un trofeo a Casa Milan (la Supercoppa Italiana contro la Juventus) e di aver riportato la squadra in Europa grazie ad un ottimo girone di andata e nonostante il pessimo girone di ritorno, condito da sconfitte pesanti come quella in casa contro l’Empoli poi retrocesso. Detto questo, per ora, i risultati dicono che la media punti è notevolmente salita e che anche il distacco in classifica da un ipotetico quarto posto (obiettivo minimo dichiarato ad inizio stagione) è diminuito. La qualificazione alle semifinali di Coppa Italia con una gara d’andata che tiene aperto il discorso per la finale, poi, è un altro punto a favore del tecnico calabrese.

Come detto, però, i risultati possono cambiare da un momento all’altro e nel mondo del calcio passare dall’entusiasmo alla depressione è un attimo. Ecco, però, che ci sono altri dati che certificano il cambiamento. Carattere e condizione atletica sono due elementi che spesso venivano criticati ai rossoneri nella prima parte di stagione. Fino alla gara con il Torino, ultima partita con Montella in panca, il Milan non era mai riuscito a ribaltare un risultato e aveva perso ogni volta che si era trovato in svantaggio. Ora, anche da questo punto di vista, la musica è cambiata. Il Diavolo è una squadra viva che non si abbatte alle prime difficoltà. Così come dimostra il pareggio di Firenze, dopo essere passati in svantaggio, e la vittoria di Cagliari dopo lo 0-1 iniziale. La squadra, inoltre, per ottenere questi risultati corre fino al 90′ inoltrato e ci mette grinta e cuore in tutti i suoi uomini in campo, cosa che prima troppo spesso non accadeva. Con Montella, inoltre, a volte anche con un po’ di sfortuna, il Milan aveva perso contro tutte le cosiddette “grandi”, Gattuso ne ha incontrate tre e non ha mai perso. Vittoria e pareggio contro la Lazio, vittoria ai supplementari contro l’Inter (anche se in questo momento definirla grande è un po’ una forzatura).

Ultimo, ma non meno importante, cambiamento sta nella continuità. Al di là del modulo che può lasciare il tempo che trova, Montella aveva giocato con 25 formazioni diverse in 25 partite. Un po’ troppo anche per una squadra che in estate era stata rivoluzionata dal mercato e a cui si deve dare il giusto tempo per trovarne una quadratura. Gattuso, invece, al netto di infortuni e squalifiche ha trovato i suoi titolari e giocano quasi sempre gli stessi. Donnarumma, Rodriguez, Bonucci, Romagnoli, Calabria, Biglia, Kessie, Bonaventura, Suso, Kalinic, Calhanoglu. Sono questi i suoi titolari con Cutrone, Borini e Abate prime riserve. Una continuità favorita anche da una condizione atletica che con Montella spesso latitava, mentre con l’ex numero otto sembra essere ritrovata. Poche piccole mosse, ma semplici, ed il Milan è tornato ad essere una squadra. Mi dite che Gattuso ha perso 3-0 contro il Verona e ha pareggiato a Benevento? Certo, non me lo sono dimenticato, ma viste le condizioni pessime in cui la squadra versava sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico, direi che era uno scotto da pagare ampiamente preventivabile prima della cura Gattuso che (PER ORA!) ha portato i suoi frutti.

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