Nuovi aggiornamenti sul caso Milan. La Stampa, nonostante le smentite, parla di inchiesta aperta e rincara la dose Giorni poco tranquilli al Milan. Il 'caso Milan' tiene ancora banco e promette di riempire le pagine dei giornali e dei siti internet ancora a lungo. Andiamo con ordine. Ieri "La Stampa" e il "Secolo XIX" hanno lanciato accuse pesanti sulla trattativa che ha portato Silvio Berlusconi a cedere il Milan a Yonghong Lì, parlando di prezzo per la cessione gonfiato e di un'inchiesta da parte della Procura per riciclaggio di denaro. Il procuratore capo della Repubblica di Milano, Francesco Greco ha però smentito l'esistenza di inchieste: «Allo stato non esistono procedimenti penali sulla compravendita dell’A.C. Milan. Al momento non esiste alcun fascicolo, se esistesse lo avrei assegnato al nuovo dipartimento del dottor De Pasquale e ne sarei quindi informato». Anche Fininvest ha smentito i due quotidiani ma "La Stampa" in edicola oggi ha ribadito: «Il nostro giornale ribadisce la bontà dell’inchiesta e conferma di aver svolto tutti gli opportuni controlli circa l’esistenza di un’indagine sull’operazione, di cui siamo venuti a conoscenza da due fonti distinte. Le verifiche, nello specifico, si concentreranno sul versamento iniziale da cui è partita la cessione della società rossonera, dalle mani di Silvio Berlusconi a quelle del finanziere cinese Yonghong Li. Soprattutto, quello che appare anomalo da una prima lettura dei documenti, sarebbero le modalità con le quali sono state pagate le prime tre caparre da 300 milioni di euro complessivi, passate attraverso una società creata nel 2016 ad Hong Kong. Su questo punto, i magistrati milanesi potrebbero anche avviare una rogatoria per capire meglio l’origine di questa vera e propria fortuna e fugare, definitivamente ogni dubbio sulla trasparenza dell’acquisto del Milan».
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