Il pareggio ad occhiali maturato nel derby di ieri ha, anche comprensibilmente, gettato nello sconforto la maggioranza della tifoseria milanista. Finanche la frangia maggiormente ottimistica, infatti, ha ritenuto conclusa ieri la rincorsa Champions della Gattuso(fresco di rinnovo)-band.

Sentimento assolutamente razionale, a cui sentiamo di accodarci: l’Inter e la Roma ammirate ieri, fra stra-cittadina e quarti della Coppa dalle grandi orecchie, difficilmente si faranno recuperare rispettivamente 8 e 9 punti. Considerando, poi, che i nerazzuri risultano avvantaggiati negli scontri diretti, mentre il bilancio con i capitolini è pari. Senza dimenticare la Lazio.

Dettagli

La componente trascendentale, però, nel calcio rischia sempre di fare la differenza. Esulando quindi da qualsivoglia considerazione tecnico-tattica, ciò che colpisce è il modo con cui il Milan ha comunque conservato la, seppur flebile, speranza di concludere quella che potrebbe rivelarsi una rimonta storica. Stiamo parlando, naturalmente, delle due occasioni cestinate da tale Mauro Icardi, uno degli attaccanti con il miglior rapporto al mondo fra palloni toccati ed infilati nelle reti avversarie. Chances assolutamente colossali, depauperate per una questione di centimetri dall’attaccante argentino.

Già, centimetri. Come quelli, di fuorigioco, provvidenzialmente evidenziati dal VAR, capaci di spegnere l’urlo in gola al centroavanti interista, nell’unica occasione del piovoso pomeriggio meneghino in cui la palla aveva gonfiato la porta di Donnarumma.

Filosofia

Questo discorso, lo sappiamo bene, probabilmente a maggio sarà considerato puramente retorico, nel momento in cui il Milan non dovesse scavalcare almeno due fra Inter, Lazio e Roma. Ci piace pensare, tuttavia, che la casualità, ieri sera, abbia voluto tenere ancora in vita Bonucci e compagni, almeno per il momento.

La strada per il quarto posto, oggi più che mai, è davvero impervia. Ma, nonostante tutto, ancora percorribile. Grazie a pochi, ma significativi, centimetri.

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