Tre punti e poco altro. Basta guardare in faccia Rino Gattuso durante i novantasette eterni minuti contro il Crotone per capire che la strada del Milan verso la normalità è ancora lunga. Stralunato, preoccupato, agitato, sofferente davanti alla panchina. Una partita dentro la partita. La sfida con Zenga, icona interista e per questo fischiato e insultato dalla curva del Diavolo, è una specie di viaggio senza ritorno perché i rossoneri, dopo aver messo un mattoncino a Firenze, hanno bisogno di continuità.

Il gol di Bonucci va in questa direzione e basta a raggiungere Fiorentina, Torino e Udinese all’ottavo posto, due punti
sotto l’Europa League di Sampdoria e Atalanta. Però per continuare a sperare in una riscossa serve di più: gioco, ritmo, intensità.

Come riferisce l’edizione odierna del Corriere della Sera, il problema del Milan resta l’attacco dove Cutrone, miglior marcatore con 9gol, stavolta viene inghiottito dalla bruma di San Siro, come può succedere a un ragazzo di vent’anni. Kalinic, entratoaun quarto d’ora dalla fine, combatte contro le sue paure e i fischi della gente, per non dire di André Silva, malinconicamente in
panchina.

Cosi è dura arrivare in Europa. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare. Dopo tre partite in cui aveva messo insieme solo un punto, arriva una vittoria che consente al Milan un briciolo di tregua dal logorio della vita moderna. Quando si ripartirà, dopo la sosta, serviranno un altro passo e un altro piglio. Altrimenti sarà un’altra stagione da dimenticare.