Un’assurda altalena o, meglio, una sequela di croci e di delizie che hanno fatto alternare, nei cuori dei tifosi rossoneri, sconforto ed euforia in tutta la stagione. Il Milan quest’anno, certamente, non ha annoiato. Non ha rispettato le attese, non andrà – ormai ci siamo rassegnati anche noi – in Champions, non vincerà l’Europa League, può però riuscire a farlo in Coppa Italia. Ma, senza dubbio, è stato in grado di far vivere una stagione pregna di emozioni, sia positive che negative.

#Montellaout

In principio fu la faraonica – per le abitudini del nostro calcio – campagna acquisti condotta da Fassone e Mirabelli ad accendere i sogni del popolo milanista. Aspettative evaporate già in autunno, scioltesi come neve al sole dopo i primi, pesanti, ko con Lazio, Roma, Inter, Napoli e Juve. Tutti scontri diretti, tutte sconfitte in grado di minare pesantemente il ritrovato ottimismo nutrito verso il nuovo management insediatosi a Casa Milan.

Mesi difficili, capaci di far saltare la prima testa, quella di Vincenzo Montella, passato dall’essere osannato dai tifosi per il sesto posto raggiunto l’anno prima, con una rosa molto meno all’altezza di quella attuale, alle pesanti contestazioni scaturite dai risultati del primo trimestre della stagione 2017/2018.

Croci, dunque, e delizie di un insoddisfacente avvio di stagione.

L’ora di Rino

Al suo posto, sulla panchina del Milan, viene chiamato Gennaro Ivan Gattuso, rientrato a Milanello in estate per guidare la Primavera. Molti lo considerano inadeguato ed i primi risultati sembrano anche dare ragione ai pessimisti: la sconfitta di Verona ed il clamoroso pareggio di Benevento rischiano seriamente di minare la salute mentale del 99% dei milanisti. Da lì, però, il gruppo rossonero si rialza, guidato senza sosta dalla furia agonistica dell’ex Campione del Mondo.

Che, di rivincite, se ne prende tante. Batte nettamente Lazio e Roma, conquista il pass per la finale di Coppa Italia. Recupera una dozzina di punti al terzetto che si gioca l’accesso alla prossima Champions League, lasciando intendere di poter arrivare a rientrare in corsa, salvo poi incappare in un filotto non propriamente positivo che ne azzera definitivamente le ambizioni.  Esce a testa alta dall’Europa League, nonostante un aggregate di 6-1 contro l’Arsenal.

Croci, dunque, e delizie di un furente e convulso inverno rossonero.

Futuro

Adesso, il grosso punto di domanda è cosa succederà dopo la sfida del 9 maggio contro la Juventus. La certezza è che il futuro, ancora una volta, vedrà Gattuso a guidare il club di Via Aldo Rossi. L’incertezza, invece, riguarda il parco giocatori e la società meneghina. Tanti i punti interrogativi posti sulla figura di Yonghong Li e sul pesante debito attualmente insoluto con il Fondo Elliot. Tante le voci che vedrebbero in lista di sbarco Gigio Donnarumma e Jesùs Suso, due dei principali talenti di questo Milan.

Ieri il portiere con il 99 sulle spalle ha regalato un punto ai suoi compagni, compiendo una parata folle, anche solo da pensare, per la stragrande maggioranza dei suoi colleghi nel globo. Un gesto tecnico che ha ricordato a tutti la qualità di uno dei migliori prodotti della storia del settore giovanile rossonero. Che, tuttavia, sembra avere già pronto un biglietto aereo in grado di portarlo in un altro club europeo, lontano dal Milan e da San Siro.

Croci, dunque, e delizie di un futuro tutto da scrivere.