Negli ultimi tempi i derby di Milano hanno perso il fascino della grande sfida per lo Scudetto  o quello ancora più suggestivo delle magiche notti di Champions, ma sono comunque contati qualcosa, soprattutto recentemente. Con il 2-2 della scorsa stagione,  raggiunto grazie a una zampata di Zapata al minuto 97, il Milan di fatto conquistò la sesta posizione valida per accedere ai playoff di Europa League e l’ultimo dello scorso dicembre deciso nei supplementari da Cutrone,  che è valso il passaggio alle semifinali in Coppa Italia.

Inutile dire che quello di mercoledì è di vitale importanza soprattutto per il Diavolo. La sconfitta con la Juve ha ridotto ulteriormente le già poche speranze Champions per i rossoneri che ora, per mantenere accesa la fiammella devono per forza battere i cugini, distanti otto punti. Una vittoria della banda Spalletti infatti spedirebbe il Milan a meno undici e a meno dieci dalla Roma quarta. Che tradotto in termini di obiettivi vorrebbe dire fuori dalla corsa Champions. Gli uomini di Gattuso si giocano tutto, la rimonta iniziata a dicembre era ai limiti dell’impossibile se consideriamo che dopo tre mesi senza sconfitte la distanza dall’Inter è ancora abbastanza ampia. La montagna da scalare era impervia e difficilissima, in aggiunta ora bisogna anche pensare all’Atalanta che si è portata solo a tre lunghezze e che non ha nessuna intenzione di fermarsi. E ora arriva la sfida più sentita, contro un avversario rigenerato dagli ultimi risultati, che non prende gol da quattro partite e che in campionato non ha ancora perso uno scontro diretto.

Da partita speciale a match fondamentale, anche se sarà in settimana e anche se sarà alle 18.30, lo spirito e l’importanza del derby sono rimasti, anzi sono aumentate attesa e tensione. Speriamo che ne giovi lo spettacolo. Per l’orgoglio, il predominio cittadino e per cercare di tornare a giocare con quella musichetta e per quella coppa che tanto ha fatto gioire il popolo milanista.