Laureatosi in Giurisprudenza nel 2015, Giovanni D’Avino è giornalista pubblicista dal 2016. Praticamente nato con la passione per il giornalismo ed il calcio, soprattutto quello a tinte rossonere, nel dicembre 2012 entra a far parte di SpazioMilan.it, per il quale attualmente svolge il ruolo di Coordinatore di redazione. Da qualche anno collabora anche con il settimanale calcistico Corriere del Pallone.

Quanto successo nel pomeriggio di domenica scorsa potrebbe aver messo la pietra tombale sull’esperienza di Mattia De Sciglio al Milan. La vera e propria grandinata di fischi che i 40mila di San Siro gli hanno “tributato” al momento della sostituzione con Ocampos nel corso del match contro l’Empoli, e l’aggressione verbale subita da alcuni (non) tifosi nel garage del Mezza al termine della gara, sono state probabilmente le gocce che hanno fatto traboccare un vaso che nel corso degli ultimi mesi è andato inesorabilmente riempiendosi e che ora pare impossibile svuotare. A meno di clamorosi e difficili ripensamenti, dunque, De Sciglio svestirà dopo quattordici anni la casacca rossonera, che ha indossato praticamente in tutte le categorie, dagli Esordienti alla Prima Squadra, di cui è stato anche capitano.

La maggior parte dei tifosi del Diavolo starà esultando nel leggere le notizie che vogliono il terzino sempre più lontano da Milanello, eppure chi scrive aderisce senza il minimo dubbio alla “dottrina minoritaria”: l’addio di De Sciglio sarebbe una grave perdita per il club rossonero, soprattutto in una fase di cambiamenti storici come quelli che stiamo vivendo e che ci aspettano nei prossimi mesi. Il nuovo Milan ha bisogno di un giocatore come De Sciglio: giovane, che conosce il mondo rossonero e con già una grande esperienza anche a livello internazionale. Certo, le prestazioni degli ultimi tempi sono ben lontane dalla soglia dell’accettabile, però parte della colpa va ascritta anche all’ambiente che si è creato intorno al ragazzo, a cui da tempo non viene perdonato praticamente nulla. Dovrebbe essere indicativo, in tal senso, il fatto che in Nazionale De Sciglio sembra un altro giocatore, oltre che un punto fermo di tutti gli ultimi ct che si sono succeduti a Coverciano. Sarà perchè quando veste l’azzurro sente intorno a sè la massima fiducia?

Come detto, però, l’addio in estate sembra inevitabile; per questo, Fassone e Mirabelli, contestualmente ad un disperato tentativo di convincere il terzino al rinnovo, hanno già avviato i “casting” per trovarne il sostituto (l’algerino del Napoli Ghoulam piace molto ai dirigenti rossoneri… e a chi scrive!). Le sirene per De Sciglio sono molte ed è bene che gli uomini di mercato rossoneri non facciano sconti alle pretendenti, che siano Juventus, Napoli, Chelsea o chi per esse. E’ vero che il giocatore va in scadenza il prossimo anno, ma chi lo vuole paghi una cifra consona.

Nel frattempo, questo pomeriggio si torna in campo a Crotone, per dimenticare la debacle interna contro l’Empoli. Quella dello Scida è una partita che dirà moltissimo sul futuro prossimo della squadra di Montella. Troveremo una squadra che crede come non mai al miracolo salvezza, grazie ai dieci punti raccolti nelle ultime quattro partite. In terra calabrese ci renderemo conto se il Milan vuole veramente ottenere la qualificazione alla prossima Europa League oppure no. Se è così, metterà in campo più determinazione degli avversari, altrimenti rischiamo seriamente di vivere il terzo anno consecutivo senza valicare le Alpi.