Trasparenza, trasparenza e trasparenza. Se lo saranno ripetuti diverse volte, tra un posticipo di closing e un altro, Massimiliano Mirabelli e Marco Fassone. Ieri, durante l’#APACF, l’amministratore delegato rossonero e il direttore dell’area tecnica hanno spiegato, ancora una volta, tutte le operazioni di mercato, non sottraendosi neanche alla domande dei tifosi che, soddisfatti del buon mercato, chiedevano la ciliegina sulla torta.  “Se ce ne sarà bisogno non ci faremo cogliere impreparati a gennaio” – ha glissato Massimiliano Mirabelli. Fassone, poi, ha dato anche qualche cifra interessante del mercato appena concluso, come i soli 12 milioni di euro di commissione a fronte dei più di 200 spesi per le operazioni in entrata. Numeri che il Milan non era abituato nè a vedere, nè sopratutto a sentire.

Quella ciliegina sulla torta, e forse qualcuno ha già dimenticato, è il rinnovo di Gianluigi Donnarumma: dopo la prima rottura annunciata da Raiola a Casa Milan, Fassone e Mirabelli sono stati dei maestri, con le stesse carte in tavola, a rivoltare la situazione a favore del Milan. Donnarumma, tra l’altro, è già stato decisivo con un paio di interventi già nelle prime battute di stagione. Un’altra scelta che si è rivelata azzeccata.

I tifosi, oltre al mercato mostre, hanno apprezzato tantissimo il diktat equilibrato e schietto: il distacco tra tifoseria e società è stato colmato in soli tre mesi. Da sottolineare anche il mercato in uscita: le cessioni di Kucka, Bacca, Lapadula e Niang hanno registrato delle consistenti plusvalenze, incrementando di non poco le entrate. Fassone e Mirabelli meglio di così non potevano fare. Adesso l’ardua sentenza al campo.