Come si faccia a non voltarsi indietro in questo periodo, è difficile. Viene da ripensare ai primi due mesi e mezzo di stagione, quelli degli strombazzamenti di mercato e delle “Grandi Speranze”, citando un libro di Dickens, disattese non appena l’infortunio di Conti e una serie di altri guai, voluti e non, hanno subito allontanato il Milan dalla vetta e reso pallidi i volti dei tifosi rossoneri. Perché se il Milan avesse almeno ottenuto continuità sin da subito, un assetto tattico definito e uno spirito sempre alto, al netto di comprensibili imprevisti nella giungla del campionato, avrebbe detto la sua anche per le posizioni alte. Con i se e con i ma non si fa la storia, e se oggi il Milan d’inverno che pare una primavera in anticipo, veleggia distante dalle prime e con la zavorra del sesto posto, lo dobbiamo anche a quel pasticcio di inizio stagione.

Oggi però, non si può che sorridere: gli ultimi quaranta giorni dei rossoneri hanno guarito il malato, rimpinguato le casse della fiducia e alzato il morale degli addetti ai lavori ma soprattutto di un pubblico che aveva ormai un muso lunghissimo. Da Ferrara, dove il Milan ha stravinto e poteva chiudere in anticipo la contesa, arrivano anche sarcofagi scoperchiati: Borini, sballottato quest’anno in più di un ruolo, corona con un gol un lungo inseguimento al massimo contributo alla causa, e soprattutto il fantasma di Biglia è stato inghiottito da trappole stile Ghostbusters e ha lasciato posto a un Biglia sempre più vero e autentico, capace di tenere la posizione e fare l’incontrista, ruolo a lui poco congeniale, sino a sbocciare di nuovo nella padronanza della palla e nel gol, che mancava dai giorni laziali.

La bella giornata di sole e di pubblico in Emilia ha fatto apparire così lontane le figuracce di Verona e Benevento: il Milan ha finalmente dominato una “piccola” come si conviene, vinto con autorevolezza e posto le migliori basi in vista della trasferta europea in Bulgaria contro il Ludogorets, certo non un avversario che può far paura al Milan di oggi. E l’Europa del campionato? E’ ampiamente alla portata, soprattutto pensando alla sfida di domenica sera a San Siro contro la Sampdoria, uno scontro diretto in piena regola per buttare giù dalla torre la più immediata contendente alla seconda competizione continentale. E poi? Poi si vedrà. Se son rose, fioriranno. Attenzione però: a Milanello un anticipo di primavera è già arrivato.