Bene, bravo, bis. Dal tapiro d’oro ricevuto dopo il 2-2 a Benevento, all’inverno divenuto primavera, dove il Milan ha messo insieme 11 punti nelle ultime cinque partite, meglio soltanto Napoli e Juventus. La cura Gattuso pare funzionare di partita in partita ed oltre ai risultati è confortante che la squadra sia divenuta squadra: il Milan gioca come fosse un giocatore solo, chi è in campo si aiuta e si sacrifica e le sbavature sono sempre meno. Lontanissimo dal prodotto che si pensava di ammirare dopo la bollente estate di mercato, se non altro un prodotto che riporta entusiasmo e fiducia, le prime armi utili per darsi alle battaglie dure che verranno.

Gattuso sta sfruttando l’occasione concessagli nel miglior modo possibile e Mirabelli punta a tenerlo stretto almeno dieci anni. Attenzione, però: è del periodo di Inzaghi un’uscita di Berlusconi che lo profetizzava come “Il nostro Ferguson”, ma sappiamo benissimo come poi è andata a finire. L’entusiasmo non va confuso con la leggerezza e la prudenza deve sempre essere una stella polare da seguire. Si prospetta un’estate ricca di cambi in panchina e per Gattuso parleranno, come sempre, i risultati, anche se è difficile al momento intravedere obbiettivi diversi che non siano un’altra qualificazione all’Europa League. Il pezzo pregiato del mercato allenatori sarà Antonio Conte e pur nella speranza che Gattuso possa emulare Ancelotti, ex giocatore vincente anche in panchina, è con i pesci grossi che si raggiungono i grandi traguardi.

Tramutare il ruolo di traghettatore ad allenatore fatto e finito è una speranza e un auspicio che noi tutti auguriamo a Rino. Ma accantoniamo anche il fatto sentimentale per badare all’atto pratico: il blasone del Milan, impolverato da stagioni lontanissime dai grandi traguardi, deve essere recuperato attraverso certezze in campo, che paiono già esserci quasi del tutto e soprattutto un condottiero forte in panca. Di certo, sarebbe un peccato andare a toccare l’armonia che il nostro ha portato nello spogliatoio, con la squadra che sembra remare tutta con lui e in grado di affrontare al meglio il tour de force di partite che attende la truppa. Speriamo, Rino. Ma è ancora troppo presto per parlarne.