Carlo Ancelotti scrive a Rino Gattuso. E lo fa sulle pagine de La Gazzetta dello Sport in occasione del quarantesimo compleanno dell’allenatore del Milan: “Adesso che ti vedo lì, e ti agiti come un matto, urli, sbraiti, inciti i tuoi giocatori, mi viene da pensare che sei la persona giusta al posto giusto”, scrive l’ex tecnico rossonero.

E ancora: “C’è bisogno della tua passione, del tuo carattere, del tuo spirito di sacrificio per superare gli ostacoli; c’è bisogno anche della tua allegria per sframmatizzare certe tensione e di qualche tua solenne arrabbiatura per svegliare qualcuno che dorme, perché in una squadra, in un gruppo, c’è sempre qualcuno che dorme…”.

Poi qualche aneddoto: “Ti ricordi quand’eravamo in ritiro a Malta, nel gennaio del 2007? Kaladze ti ha fatto diventare matto, perché ti prendeva in giro per il tuo compleanno, e gli altri compagni lo appoggiavano. Io facevo finta di niente, ma sapevo che con te non bisognava mica esagerare sennò, come si dice tra noi, ‘scatta l’ignoranza’. E difatti una sera rincorresti Kaladze nella sala ristorante e non voglio sapere cosìe successo. In quei giorni vi feci una promessa: vi porterò in finale di Champions. Voi mi prendeste per matto. Ma poi in finale ci siamo arrivati, e l’abbiamo pure vinta”.

Infine l’augurio: “Tu, Rino, di quel Milan, sei stato l’anima. Ti auguro di esserlo ancora dalla panchina, te lo meriti”.