Per Gattuso Milan è sinonimo di casa, questo è certo: non cadere nei luoghi comuni, comunque, deve essere il suo primo obiettivo. Rossoneri grintosi e guerrieri sì, ma anche efficaci Gennaro Gattuso è il nuovo allenatore del Milan. Dopo Vincenzo Montella, si cambia metodo per i rossoneri. Se l'Aeroplanino era amante dei concetti e dell'estetica, Ringhio ha un soprannome che è tutto un programma. Però c'è il rischio di cadere in luoghi comuni troppo banali, almeno in questo momento. Quando afferma che nessuno a Coverciano gli ha regalato il patentino, Gattuso dice la verità: arriva al Milan dopo una gavetta, non lunghissima, ma sempre di gavetta si tratta. E il fatto che fosse un giocatore grintoso in campo non significa che debba per forza esserlo anche il suo Milan. Certo, il Pisa o il Palermo o l'OFI Creta non hanno mai brillato per gioco, ma sono state squadre efficaci. Questo è quello che deve diventare il Milan. La grinta non basta, Gattuso lo sa Dopo mesi di edonismo, di belle parole e di un ambiente un po' troppo molle, la tenacia di Gattuso è un toccasana. Ma attenzione, non serve solamente quella. Due giorni di Ringhio e già il Milan sembra il remake di Full Metal Jacket, con Gattuso che spompa i giocatori e vuole vedere "guerrieri" e non calciatori. In un'epoca in cui le bufale regnano, sarebbe meglio evitarle anche per le squadre di calcio: sì, il carattere serve ai rossoneri, ma soprattutto sarebbe opportuna una migliore manovra offensiva. Col Torino il piglio era giusto, la fase d'attacco invece no. Ridurre il calcio a una questione di approccio mentale è uno sbaglio che il Milan non può permettersi. Gattuso questo lo sa, ha studiato e ha preso il patentino proprio per quello. Proverà a smentire gli scettici e anche chi lo vede ancora con gli occhi spiritati a urlare sotto la Curva Sud: il Milan deve risalire la china e la grinta non basta.
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