Poco fa, Rino Gattuso è intervenuto nella conferenza stampa precedente la gara interna contro il Sassuolo, valida per il posticipo della trentunesima giornata del campionato in corso: “Veniamo da due partite tirate, abbiamo fatto meglio contro la Juventus. Ci si preoccupa se molliamo, ma ci stiamo giocando tanto, abbiamo tanti obiettivi, fino a quando la matematica non ci condanna, dobbiamo crederci, ci stiamo giocando l’Europa League. Non vedo il motivo per cui dobbiamo mollare. Siamo una squadra giovane e dobbiamo giocare tutte le partite con il coltello tra i denti. Sembra che giochiamo solo noi ma giocano anche gli altri. Il Sassuolo, contro il Chievo, ha concluso la gara in nove uomini. Domani dobbiamo stare attenti. Sicuramente, avremo il pallino del gioco in mano, ma il Sassuolo va sempre in verticale. Giocano a tre, hanno qualche squalificato e qualche acciaccato, ma, ogni volta che hanno palla, hanno giocate codificate che possono fare male. Non dobbiamo dare campo e dobbiamo stare attenti a non perdere palla in uscita, perché ci possono fare male. Affrontiamo una squadra che ha bisogno di fare punti, fa poche cose, ma le fa molto bene. L’allenatore va subito al sodo, si fa capire dai giocatori. Domani dobbiamo pensare di giocare bene tecnicamente, ma non basta. Il Sassuolo ci può mettere in difficoltà. Il rinnovo? Sono più grintoso di prima, ho più voglia. Nel calcio, basta poco, basta perdere tre partite per rischiare di trovarmi fuori da Milanello, con le borse in mano. Sento più pressione perché ho la consapevolezza che dobbiamo migliorare ancora, abbiamo margini di miglioramento. Mercato? Decidere spetta alla società, ma non aspettatevi la rivoluzione, abbiamo una buona base e serve avere rispetto per i giocatori che ad oggi hanno a tratti espresso un buon calcio. Fino a quando la matematica non ci condanna, scendiamo in campo per crederci. Dobbiamo pensare a consolidare il posto in Europa League, non possiamo sbagliare nulla. Dobbiamo stare molto attenti e non mollare di una virgola. Le mie caratteristiche da calciatore sono diverse da come vedo il calcio da allenatore. Penso che la mia squadra debba sentire maggiormente il pericolo. Mi piacerebbe che i miei giocatori comprendessero questa mentalità, il fatto di palleggiare, mi piace molto il calcio propositivo, in cui tutti i giocatori sanno fare entrambe le fasi. Il derby? Rivedendola, a livello tecnico, abbiamo sbagliato qualcosa, ma la squadra si è comportata bene. La parata più importante è stata fatta Handanovic, nonostante le due grandi occasioni loro. Poi, abbiamo sofferto per meriti loro e demerito nostro. Il mio rapporto con i giocatori? Ho la percezione che ci sia un rapporto di grande rispetto, da parte mia e loro. Lo tocco anche all’interno quando si confrontano con i ragazzi dello staff. Mi sento a mio agio e loro anche. Penso che non servisse il rinnovo, quando ho ringraziato i ragazzi, l’ho pensato veramente. Per essere allenatori, bisogna essere coerenti e non ingannare mai i giocatori, cosa che credo mi esca bene, ma non c’era bisogno del rinnovo. Questo è un gruppo che ha lavorato con serenità, dopo il rinnovo, non cambia nulla. Suso? Penso che stia facendo un lavoro incredibile, perché lega sempre con i centrocampisti. Tecnicamente, può fare qualcosa in più, ma ci fornisce un equilibrio molto importante. Nei giorni scorsi, gli ho fatto vedere le partite che faceva nei primi mesi e quelle di adesso. Gioca da leader, da giocatore vero, che si mette a disposizione della squadra. Donnarumma? Può fare molto di più, ma ha fatto cose importanti, nei pochi anni di carriera, e ha abituato tutti bene. Lui e Suso non sono una preoccupazione. Bonaventura? Più sento criticare i miei giocatori, più li faccio giocare. Lo penso veramente. Il mio problema è che non regalo niente a nessuno. Contro l’Inter, ha sbagliato qualcosa, ma ha giocato molto meglio con l’Inter che con la Juventus. Per come fa la mezzala, non ne abbiamo come lui. In questo momento, per come si muove, è importante per noi. Cosa manca sotto porta? Tante volte, manca il fatto di giocare pulito. Quando si perde palla, anche gli attaccanti fanno fatica, perché devono cucire con i centrocampisti. Quando si gioca in modo pulito, si spendono meno energie, perché si ha meno campo da coprire. Si deve giocare pulito, non solo per l’estetica, ma perché ci arrivi con il palleggio. Per gli attaccanti, sprecare meno energie facilita i compiti”.