È definito “trotamundos” (giramondo) dai giornali iberici per i suoi continui cambi di nazione e di maglia, ma Jesus Suso al Milan pare(va) aver trovato la sua dimensione, giocando largo a destra nei tre d’attacco.

Tuttavia, lo spagnolo, che sia a Cadice che al Genoa ha reso alla grande nel ruolo di seconda punta nel 3-5-2, dovrà, oggi, reinterpretare, anche in rossonero, questo ruolo, ormai smesso da qualche tempo.

Lo stadio è lo stesso di prima, sempre Marassi, e mister Montella, in conferenza, ha voluto stemperare la pressione legata al modulo, chiedendogli qualche goal in più, dato che, accentrandosi, potrà godere di un maggior numero di occasioni.

Come riferisce l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, il primo esperimento con l’Udinese non è andato granché bene. Lo spagnolo nei 68′ giocati è parso sempre un incompiuto: tanto movimento ma poca sostanza.

L’aria di mare e di “derby”, per lui che è un ex genoano, potrà dargli quella carica in più per fare bene ed evitare di incorrere, con il resto della squadra, in un altro scivolone come quello di Roma. Genova avrà sempre un posto speciale nel suo cuore: lo ha rigenerato (come con Perotti e Thiago Motta), per poi fargli spiccare il volo che oggi prende il nome di nuovo contratto fino al 2022 e di seconda convocazione nella Spagna.