Allo stato non esistono procedimenti penali sulla compravendita dell’A.C. Milan”. A dichiararlo è il procuratore capo della Repubblica di Milano, Francesco Greco dopo che questa mattina La Stampa ha pubblicato la notizia di un’inchiesta sull vendita della società da Silvio Berlusconi a Yonghong Li. “Bufera Milan, inchiesta sulla vendita” è il titolo del quotidiano torinese in edicola oggi, che parla di un’inchiesta che ipotizza una cessione della società a prezzo gonfiato e il successivo rientro di una “cifra sostanziosa”. La stessa notizia, tra l’altro, compare sul Secolo XIX.

Francesco Greco ha spiegato che sulla vendita del Milan “al momento non esiste alcun fascicolo“. Quindi, non ci sarebbe alcun fascicolo esplorativo (a modello 45, senza titolo di reato e a carico di ignoti), nè a modello 44 e quindi sempre a carico di ignoti ma con un titolo di reato. Il procuratore capo di Milano ha affermato che l’avvocato Niccolò Ghedini, legale di Berlusconi, non ha depositato in Procura “per conto di Fininvest” alcuna carta riguardo all’operazione e ha ripetuto di non aver ricevuto alcun dossier da parte dell’Unità Informazione Finanziaria (Uif) di Banca d’Italia che ha la responsabilità dei controlli. Entrambe le circostanze erano state citate sempre oggi da La Stampa. L’Uif, ha riferito Greco, avrebbe anzi dato il via libera all’operazione non riscontrando, così come gli intermediari finanziari, alcuna irregolarità e non ha chiesto alcun intervento della magistratura milanese di procedere con il “freezing, cioè il blocco dei soldi”.

Poco fa anche l‘avvocato Ghedini ha commentato la notizia: “Il giornalismo d’inchiesta è uno straordinario valore che va tutelato e incentivato perché è uno dei cardini, oltre che salvaguardia, di un sistema democratico. Quando però si utilizzano false notizie non già per informare ma per aggredire e danneggiare una parte politica durante una delicata campagna elettorale, non si tratta più di giornalismo ma di fatti penalmente, civilmente e ancor prima deontologicamente rilevanti”. “Ancora una volta – prosegue Ghedini – un giornale con una precisa connotazione politica e imprenditoriale aggredisce il presidente Berlusconi con una notizia totalmente inventata. E ciò che è ancor più grave è rappresentato dal fatto che nella serata di ieri eravamo stati avvisati che la notizia, falsa, sarebbe stata pubblicata sul quotidiano La Stampa. Immediatamente avvertimmo il direttore del quotidiano e uno dei giornalisti della totale infondatezza, inverosimiglianza e falsità dell’assunto. Nonostante ciò la pubblicazione è avvenuta. La netta e chiara smentita dell’esistenza di qualsiasi indagine, in particolare nei confronti del presidente Berlusconi, da parte della Procura della Repubblica di Milano, che ringrazio per la tempestività della comunicazione in merito, non fa che confermare la già palese falsità della notizia. È evidente dunque la pervicace volontà diffamatoria che non può che avere ragioni correlate all’intenzione di interferire nell’imminente competizione elettorale. Saranno ovviamente esperite tutte le azioni del caso”.