Il Milan diventa gruppo e rinasce, determinato a recuperare i punti persi nel girone d’andata. Quello dei rossoneri è un cambiamento radicale, una svolta che tutti hanno visibilmente notato sul campo e anche fuori. Il clima è sereno e Gattuso, l’uomo con i maggiori meriti, ha risanato una squadra sull’orlo del fallimento, messa al patibolo da risultati e prestazioni non da ”Milan”.

Il Diavolo ha riscoperto l’importanza di Biglia in cabina di regia, il carisma di Kessiè, la fantasia di Calhanoglu e la leadership di Bonucci al centro della difesa. Elementi che si fanno sperare ma che ancora non bastano, dato che uno degli elementi di maggiore importanza, si è opacizzato nell’ultima parte di campionato: Suso.

Il fantasista spagnolo è stato determinante nella prima parte di stagione del Milan, quella disastrata. Tante prestazioni ricche di qualità, tocchi di classe, spirito di sacrificio, gol e tanti assist. Suso era il trascinatore indiscusso dei rossoneri. Stranamente il Milan inizia ad incrementare i risultati ed il cardellino non canta più.  L’ultima rete è datata 5 Novembre 2017, quando il Diavolo superò al Mapei Stadium il Sassuolo per 2-0, dopo poca roba, troppa poca per uno come Suso.

L’ex Liverpool regala alcune giocate a sprazzi nelle gare successive, niente di più. I gol iniziano ad arrivare da reparti diversi da quello offensivo e come tutti gli altri attaccanti, anche per lui il rapporto con il gol si sfalda. Delle prestazioni importanti di cui i rossoneri risentono, dato che lo spagnolo è uno dei migliori elementi in rosa in quanto a tecnica e dribbling, letale per le difese avversarie. Adesso il Milan dovrà affrontare due trasferte ostiche – domani Udine e sabato prossimo Ferrara – consapevole del fatto che devono arrivare altre vittorie e che Suso va recuperato, al più presto.