Nella classica conferenza stampa di vigilia, della partita di campionato che si giocherà nel pomeriggio tra Milan e Crotone prima della sosta, il tecnico rossonero Gennaro Gattuso ha ribadito un concetto che già altre volte era stato pronunciato da Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli: il Milan non ha intenzione di fare alcuna operazione in entrata nella sessione invernale di calciomercato e potrà muoversi qualcosa solo in uscita. In parole povere la squadra è apposto così, sia tecnicamente che numericamente. I problemi finanziari e l’enorme cifra investita in estate sono certamente alla base di questa decisione, ma il principale motivo di non rinforzare la squadra sembra essere il fatto che il management rossonero ritiene l’attuale parco giocatori all’altezza della situazione. Vero è che i rinforzi in casa rossonera devono essere rappresentati da tutti quei calciatori su cui si è investito, e tanto, in estate, ma che hanno reso, quasi tutti, al di sotto di quello che ci si aspettava.

Pare altrettanto vero, e chi vi parla lo ha detto a più riprese anche a fine agosto nonostante un’analisi sempre molto positiva sull’operato del nuovo duo a capo della società, che questa squadra abbia la coperta un pochino corta a centrocampo. Giocando con un 4-3-3, infatti, cinque centrocampisti di ruolo (considerando Bonaventura uno di questi) sembrano essere un po’ pochi soprattutto se solo uno di loro pare avere le caratteristiche e le doti dinamiche per poter agire da interdittore e nello stesso tempo da incursore. Se Biglia e Montolivo possono alternarsi nel ricoprire il ruolo davanti alla difesa, Locatelli potrebbe essere un’altra loro alternativa, ma anche fungere da mezzala sostituendo all’occorrenza Bonaventura, non ci sono valide alternative a Frank Kessié. L’ivoriano, infatti, appare un giocatore insostituibile nello scacchiere tattico di Gattuso, così come lo era in quello di Montella.

Giocare tutte le partite, non risparmiarsi mai e non poter mai tirare il fiato, però, non è stato un bene in questa prima parte di stagione per l’ex centrocampista atalantino che è stato senza dubbio uno dei meno negativi fin qui. Il giovane rossonero, però, ha denotato, troppo spesso, dei cali di tensione preoccupanti e una concentrazione non sempre al top. Il Milan, per fortuna, è ancora impegnato su tre fronti e avrà davanti a sé tante altre partite da giocare. Una riserva in quel ruolo sarebbe di vitale importanza per completare il reparto nevralgico del campo. Ammesso e non concesso che Kessié possa crescere esponenzialmente e tornare ad essere quello ammirato a Bergamo, i compiti che gli vengono richiesti sono troppo dispendiosi per concedersi il lusso di non farlo rifiatare mai.

Sembra comunque un limite avere un solo calciatore in rosa con determinate caratteristiche, a maggior ragione se uno come José Mauri non è mai stato considerato e sembra essere un separato in casa. I nomi di Fofana, Baselli, Dembélé, Duncan ma soprattutto quello di Jakub Jankto sono circolati a lungo nelle ultime ore e sono stati ripetutamente avvicinati al Milan, ma difficilmente si tratta di strade percorribili, soprattutto per i motivi sopracitati. Peccato perché, al di là dell’assoluta verità che bisogna cercare di rivalutare il mercato estivo, pare abbastanza chiaro che al Diavolo serva un rinforzo del genere a centrocampo per dare maggiore fisicità, forza fisica e magari anche qualche gol in più. Lungi da me rimpiangere i calciatori scelti dalla precedente gestione e ceduti in estate, ma uno come Juraj Kucka sarebbe servito davvero tanto a questo Milan.

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