Il poker di Ferrara è tanta roba. Sintomo definitivo di una maturità quasi raggiunta. Ma il bello arriva adesso. Già, perché nei prossimi venti giorni ci si gioca la stagione. Per davvero. La trasferta di Razgrad apre un periodo decisivo. Giovedì iniziano diciotto giorni di fuoco: sei match fra campionato, Tim Cup e Europa League.

CAMPIONATO

Si entra nel vivo della stagione. Terminato il filotto più agevole della stagione, il calendario propone tre sfide piuttosto intriganti: la Sampdoria (in casa), la Roma (in trasferta) e il derby (formalmente in casa).  Se esiste ancora la possibilità di prendersi il quarto posto, questo è il momento più importante. Per crederci diventa obbligatorio fare il risultato contro tre delle quattro avversarie nella corsa alla Champions. Inutile dire che il quattro marzo, nel post derby, sapremo ufficialmente quali saranno le ambizioni rossonere per il resto della stagione.

COPPA

Manca pochissimo. Tra il Milan e la finale di Tim Cup c’è ancora una partita: il ritorno a Roma contro la Lazio. Si parte da un risultato che va bene un po’ a tutti. La Lazio si gioca tutto in casa, può vincere o pareggiare 0-0. Il Milan, in trasferta, o vince o pareggia (non 0-0). Insomma, più equilibrato di così non si può. La finale di Coppa Italia, oltre che garantire di fatto l’Europa League, serve per la testa. Perché se l’anno prossimo vuoi iniziare a vincere, devi esserci abituato. E questo sarebbe un primo, fondamentale passo.

EUROPA

Due appuntamenti ravvicinati, fra Bulgaria e San Siro. Entrambi decisivi. Sull’Europa League bisogna puntarci. Per forza. La squadra sta dimostrando di poter arrivare fino in fondo. Non saremo favoriti, ma la principale via d’accesso alla Champions resta questa: obbligatorio dare tutto, sempre. Ergo: non sottovalutare il bulgari. Uscire ai sedicesimi sarebbe una botta psicologica clamorosa: rischierebbe di compromettere campionato e coppa. E farlo perdendo contro il Ludogorets, ecco, non sarebbe il massimo.