Sarà anche vero che Gattuso non è solo un allenatore di grinta e di governo, il campo dice che è vero che il mister ha dimostrato di avere conoscenze tattiche importanti e di leggere le partite quasi sempre nel modo giusto ma non ci sono dubbi che questo Milan nella ricerca della vittoria e nella determinazione di andarsi a prendere i 3 punti assomigli molto al Rino giocatore, quello che usciva sempre dal campo senza forze e fradicio di sudore. Questo Milan è fatto, per la maggior parte, della stessa sostanza di cui era fatto Ringhio quando lottava con l’8 sulle spalle.

Il Milan non si arrende più, prima si abbatteva alla prima difficoltà e ogni gol subito era sinonimo di sconfitta. La rassegnazione ogni volta che gli avversari bucavano Donnarumma prendeva il sopravvento e rialzarsi diventava impossibile. Con Gattuso si è ribaltato tutto, come dimostrano la rimonta sul Cagliari dopo il vantaggio dei sardi e il gol all’ultimo respiro di Andrè Silva.

Per credere in qualcosa di impossibile bisogna fare qualcosa che va oltre il minimo sindacale e che spiazzi la normale dicitura di sufficienza. Non esiste più il compitino, bisogna abbattere i limiti perché la scalata è ancora ripida. Magari il Diavolo non raggiungerà l’obiettivo ma con questo spirito sarà difficile battere un gruppo che sembra rinato. La fame è quella di chi sa che ha già perso troppo tempo e che non ha più voglia di sbagliare.