La vittoria chiama, il Milan risponde. L’esame Spal viene dunque superato a pieni voti. Una gara difficile da affrontare, una gara che doveva però essere portata a casa a tutti i costi. Un poker servito agli spallini che permette alla formazione di Gattuso di agganciare la Sampdoria – prossima avversaria in campionato – in piena zona Europa. Tre punti vitali conquistati dal Diavolo, tre punti raggiunti soprattutto per l’apporto offerto alla gara da Patrick Cutrone.

Il centravanti rossonero, lasciato in panchina nella gara di Udine, torna titolare a Ferrara causa infortunio di Kalinic. Neanche il tempo di scendere in campo e realizza, dopo appena due minuti, un gol da vero rapinatore d’area. Cutrone impazzisce e va ad esultare sotto il settore che ospita i tifosi del Milan. Non toglie mai la mano dal cuore, non lascia mai lo scudetto, sottolineando tutto il rispetto e l’amore verso questa maglia. Patrick, come di consueto, non concede un centimetro agli avversari, facendo a sportellate con l’intera difesa biancazzurra anche e soprattutto nei momenti di maggior difficoltà. La ripresa, regala la passerella definitiva al giovane attaccante: Suso mette un pallone in mezzo e lui, con un movimento che ricorda un po’ il vecchio Pippo Inzaghi, prima colpisce il palo, poi insacca. 2-0, 2 gol di Cutrone.

Per lui arriva la prima doppietta con la maglia del Milan, esattamente a dieci anni di distanza dall’esordio di Alberto Paloschi in Serie A con la casacca rossonera. Il centravanti della Spal, in quell’occasione andò in rete a San Siro dopo appena diciotto secondi, regalando ai rossoneri una meritata vittoria contro il Siena. Bene, e cosa c’entra questo con Cutrone? Come Paloschi, Patrick è un predestinato, un gioiellino che il Milan deve categoricamente preservare. Come Paloschi, Patrick è cresciuto nel settore giovanile del Milan, e sempre come Paloschi, Cutrone ha esordito in Serie A con la maglia del Diavolo siglando un gol.

Il destino a volte gioca alcuni scherzi, lancia dei piccoli ma importanti segnali. Casualmente dieci anni dopo il gol del ”predestinato”, un altro giovane attaccante di marcature ne fa il doppio, conducendo il Milan alla vittoria. Coincidenze? Forse. E tra altri dieci anni? Beh, questa sarà un’altra storia.  Ci resta solo una cosa da fare: sperare. Sperare di parlare ancora di questo ragazzo, non solo come prospetto futuro, ma come grande attaccante e, colonna portante, di questa storica squadra.