Era lo scorso agosto, al termine di una campagna estiva roboate per il nuovo Milan, quando Marco Fassone raccontava all’Observer: “Rimborseremo Elliott possibilmente a inizio 2018. Nel caso peggiore, si potrà arrivare al fatto che nel mese di ottobre del prossimo anno il proprietario del Milan sarà il fondo Elliott“. E ancora: “Bisogna essere rilassati perché Elliott non sono “desperados, è uno dei più grandi hedge fund del mondo e potrebbe mantenere il club o rivenderlo”. Insomma, l’amministratore delegato rossonero invitava a non temere nulla, in nessun caso. Ma parlava anche di una restituzione del debito all’inizio di quest’anno. Siamo al 3 aprile e il Milan è ancora appeso ad un filo. Entro domani, infatti, dovranno arrivare 10 milioni di euro per il previsto aumento di capitale della società: soldi che, in teoria, dovrebbe versare l’attuale proprietario Yonghong Li. Ma se la scadenza non fosse rispettata, lo spettro (brutto o bello che sia) di Elliott sarà una realtà.

Esattamente un anno dopo e due derby dopo (scherzi del destino e del calendario), il club si appresta forse a cambiare compagine. Una minaccia? Diciamo che il prestito iniziale di 300 milioni di euro sarà da intendersi come un investimento, necessario a Elliott per entrare in possesso del Milan, dodici mesi dopo Yonghong Li. Sarebbe un affare, visto che un Milan è stato rinforzato nell’ultimo anno a livello patrimoniale (vedi gli acquisti della scorsa estate e il valore aumentato di alcuni elementi della rosa). E’ comunque facile immaginare che l’obiettivo vero del fondo americano sia quello di rivendere il club ad una somma ben più alta: una vera e propria operazione di speculazione com’è nelle corde di chi fa questo mestiere.

L’importante è che la squadra non senta ripercussioni. Ecco perché Elliott potrebbe subito intervenire con l’aumento di capitale al fine di garantire il funzionamento pieno del club fino al termine della stagione. Ergo: pagare fornitori e stipendi con regolarità. In assenza di terremoti, Rino Gattuso e i suoi giocatori potranno continuare a perseguire l’obiettivo della qualificazione all’Europa League o qualcosa di più, nonché preparare al meglio la finale di Coppa Italia del 9 maggio a Roma, contro la Juventus. Il primo snodo, quindi, non è tanto l’arrivo del bonifico dalla Cina quanto vincere il derby di domani sera per blindare almeno il sesto posto e, chissà, pensare ancora alla Champions.