Mi sono stufato delle dinamiche del prime squadre. Adesso farò il responsabile delle giovanili e so che dovrò dire addio alle mie speranze di allenare una grande squadra”. Mario Beretta parlava così del suo futuro quando nel 2015 decise di accettare la proposta del Cagliari. Adesso la grande opportunità in una big: la chiamata del Milan è arrivata, dal 1° luglio è il nuovo responsabile del settore giovanile rossonero.

Sognava di giocare in casa a San Siro, invece ora dirigerà le operazioni al centro sportivo Vismara, la culla delle giovanili del Milan. Beretta non ha nascosto le sue emozioni nel giorno della presentazione: “Sono felice, torno a casa”. Proprio lui che le giovanili del Milan le affrontava da avversario quando negli anni Ottanta iniziava la sua carriera come allenatore fra Monza e Como e che ha sempre avuto il cuore rossonero. Adesso avrà la fortuna di indossarli, quei colori, e raccogliere la pesante eredità di Filippo Galli, al quale il Milan aveva offerto un ruolo di facciata ma che invece ha preferito chiudere la porta. Dopo gli exploit negli ultimi anni di Donnarumma, Calabria, Locatelli e Cutrone, sarà difficile fare meglio in termine di apporto di talenti alla prima squadra. Ma il materiale su cui lavorare in casa c’è.

Beretta nella sua prima intervista in rossonero ha parlato poco di quello che sarà il lavoro nelle giovanili, ma una linea guida è emersa: “La formazione degli allenatori è molto importante”, ha ripetuto più volte a Milan Tv. Tant’è che il passato è stato praticamente azzerato e le panchine accolgono tanti volti nuovi. L’unico confermato è Lupi in Primavera, sponsorizzato da Mirabelli e Gattuso. Poi tre new entry: Christian Terni in Under 17 dal Novara, Stefano Bellinzaghi in Under 16 dal Cagliari, Gianluca Polistina in Under 15 dall’Atalanta. Nomi con esperienza diretta voluti proprio da Beretta, con l’obiettivo di portare almeno una squadra alla Final Four dopo l’ultima deludente stagione.

“Non voglio lavagne nel pre-partita, né Pulcini che fanno il fuorigioco”, spiegava Beretta in un’intervista di qualche anno fa. Al Milan porterà questa filosofia, oltre a un ridimensionamento dell’area video (ridotta per le formazioni giovanili, sempre attiva per Primavera e prima squadra), mentre qualche colpo di mercato è già stato messo in cascina, soprattutto tre ragazzi del 2004 in arrivo da Campania, Friuli e Sicilia. Il Milan torna a fare scouting e si affida a Mario Beretta, l’uomo di provincia che vestirà rossonero.