La rivoluzione parte dalla difesa. Corsa e carattere a parte, sicurezza e stabilità difensive sono le cose che più saltano all’occhio dall’arrivo di Gennaro Gattuso sulla panchina del Milan. Dopo un paio di tentativi fatti contro Benevento e Rijeka infatti il neo tecnico milanista ha avuto il coraggio e l’intelligenza di ritornare sui passi del suo predecessore Montella e di ritornare a schierare una linea composta da quattro uomini, che alla lunga sta cominciando a dare i suoi frutti: escludendo la clamorosa disfatta di Verona, sono solo 7 i gol subiti dai rossoneri in 11 gare, delle quali 3 di Tim Cup, tutte terminate a rete inviolata.

Non solo numeri. Al di là delle statistiche infatti, il cambiamento del reparto difensivo si può notare anche dalle prestazioni e il comportamento dei singoli. In primis da quelle di Leonardo Bonucci: il capitano del Milan – che per molti avrebbe potuto giocare solo se schierato in una difesa a 3 – è tornato a giocare sui livelli a cui ci aveva abituati ai di Torino e – oltre ad aver ritrovato sicurezza e precisione – ha mutato profondamente l’atteggiamento nei confronti dei suoi compagni, passando da boss a vero leader dello spogliatoio milanista. Senza considerare Romagnoli. L’ex sampdoriano si è dimostrato indubbiamente il migliore centrale per rendimento delle ultime giornate, tanto da aver impressionato anche Gigi Di Biagio – CT ad interim della Nazionale italiana -, il quale sta pensando seriamente di proporlo proprio insieme al compagno di squadra in vista delle prossime uscite azzurre.

E non solo loro. Lo stesso Calabria – eccezion fatta per la partita di Udine, dove con un’ingenua espulsione ha compromesso la gara dei suoi compagni – si è messo in mostra in varie occasione, tanto da meritarsi il rinnovo del contratto e – in attesa del rientro di Andrea Contila maglia da titolare. Modulo e convinzione, ma soprattutto protezione: Gattuso ha curato il reparto arretrato anche e soprattutto attraverso il centrocampo. Il tecnico calabrese infatti – migliorando la condizione fisica dei suoi mediani e infondendo la mentalità del sacrificio – ha introdotto il raddoppio di marcatura, limitando visibilmente le scorribande avversarie nella metà campo rossonera. Insomma, la difesa tanto bistrattata ad inizio stagione è rinata e sta diventando l’arma in più di questo nuovo Milan.