La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulla vendita del Milan ipotizzando che i conti siano stati gonfiati per motivi di riciclaggio. A scriverlo oggi è il quotidiano La Stampa, sottolineando come questa tegola giudiziaria rischi ora di ripercuotersi sulla campagna elettorale di Silvio Berlusconi.

Secondo il giornale torinese, i magistrati sospettano che si sia trattato di una vendita gonfiata con una cifra fuori mercato pagata attraverso canali internazionali. Di qui l’avvio di una serie di verifiche per accertare la reale provenienza del denaro e se non si sia trattato di un modo per schermare il rientro in Italia di una sostanziosa cifra. Tra le varie ipotesi, l’inchiesta comporta anche verifiche sul reato di riciclaggio.

La scorsa estate scorsa era stato l’avvocato dell’ex presidente rossonero, Niccolò Ghedini, a consegnare in Procura alcuni documenti per attestare la regolare provenienza del denaro cinese di Yonghong Li. Ora, invece, alla base dell’inchiesta aperta poche settimane fa ci sarebbero documenti che dimostrerebbero esattamente il contrario. Una traccia risalirebbe ai reali flussi di denaro partiti da Hong Kong.