Nonostante la Procura di Milano abbia escluso l’apertura di fascicoli riguardo alla vendita del Milan all’imprenditore Yonghong Li da parte di Silvio Berlusconi, il quotidiano La Stampa questa mattina conferma “di aver svolto tutti gli opportuni controlli circa l’esistenza di un’indagine sull’operazione“. Non solo. L’autore dell’articolo di ieri e di quello di oggi, Emilio Randacio, specifica che in Procura sono arrivate nelle scorse settimane “tre relazioni firmate dall’Unità di informazione finanziaria di Bankitalia“. Si tratta di carte che tracciano l’origine dei fondi con i quali, lo scorso aprile, si è conclusa l’operazione di vendita del Milan. “A partire da questi atti – specifica il giornale torinese -, la Procura di Milano sta indagando sulla correttezza dell’operazione da 740 milioni di euro. Su uno di questi report verranno effettuati ulteriori approfondimenti investigativi”.

Secondo La Stampa, l’anomalia dell’affare sarebbe nella modalità dei pagamenti delle prime tre caparre da 300 milioni di euro complessivi, transitati attraverso una società creata nel 2016 ad Hong Kong. Motivo per cui i magistrati milanesi potrebbero arrivare ad avviare una rogatoria internazionale per fugare ogni dubbio e andare a fondo sull’origine di questi soldi.

Il quotidiano di Torino analizza anche le parole di ieri del procuratore capo, Francesco Greco, che all’Ansa ha spiegato che quando ci sono “vicende di questo tipo, così fumose e complicate, dove non si sa quali siano le parti in causa, non si procede subito alle iscrizioni“. Dichiarazione interpretabile anche nel senso che, prima di procedere con l’apertura di un’inchiesta, sarà necessario concludere prima nuovi accertamenti. Da qui la possibile rogatoria ad Hong Kong.