Piovono gol all’Olimpico, il Milan di Vincenzo Montella subisce un’imbarcata. C’era chi premeva affinché non si giocasse per il nubifragio che ha colpito Roma in mattinata, ma l’ondata di maltempo è passata e bene hanno fatto autorità, Coni e Lega a posticipare di un’ora l’inizio: problema risolto con poco, senza isterismi. La Lazio in Serie A non rifilava quattro gol ai rossoneri dal lontano 1999, nel quadro di un 4-­4.

La partita ha detto una verità elementare: la Lazio è squadra consolidata, di forte identità; il Milan brancola nella foresta della vaghezza. Messosi alle spalle i trionfi agostani contro romeni di terza fascia e improbabili macedoni, incasellati i sei punti contro Crotone e Cagliari, non proprio Real Madrid e Barcellona, di fronte al primo avversario di spessore il Milan si è squagliato. Non bisogna però lasciarsi andare a sentenze anticipate come sottolinea l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport. La classica batosta da cui apprendere e ripartire, lo schiaffo salutare che riporta sulla terra e abbassa il tasso di presunzione.

Il Milan è stato massacrato. I ragazzi di Montella  avevano cominciato bene, 10­ 15 minuti iniziali in cui la Lazio era stata repressa nella propria metà campo. Non che i rossoneri avessero combinato chissà che cosa, ma si percepiva la pressione, la voglia di tenere basso l’avversario. Simone Inzaghi se ne è accorto e ha ordinato a Milinkovic Savic e Luis Alberto di non cedere alla timidezza e i due, come già successo contro la Juve in Supercoppa, hanno minato autostima e sistema immunitario altrui. Il risultato si è sbloccato per via di un rigore su Luis Alberto, terzo episodio da moviola in area rossonera nel giro di quasi 40 minuti, il sintomo di un malessere verso la vittoria laziale col secondo gol di Immobile, bellissima girata ad esecuzione agevolata. Alla punta della Nazionale è bastato fare due passi indietro, per scoprirsi libero di preparare con calma e cura la prodezza di giornata. Una linea seria, attenta e sincronizzata non difende così su un cross. Neppure l’intervallo ha scosso i rossoneri. Nei primi quattro minuti della ripresa la Lazio ha stroncato ogni buon proposito milanista, prima con una scavallata di Lulic rifinita da Parolo e conclusa dall’Immobile, poi con un contropiede vecchio stampo da area ad area, azione basica e di lungo raggio che ha portato al gol Luis Alberto e che si può subire in Prima categoria, non ad alti livelli.

Eppure, se si guardano le analisi del match, la partita sembra che l’abbia telecomandata il Milan. Chiariamo: non bastano buoni report per fare risultato. Montella ritorna a casa con quattro gol sul groppone e con tre indicatori di gioco a favore: possesso palla (60,1 contro 39,9), baricentro medio (59 metri contro 41,5) e vantaggio territoriale (63 a 37).