Volenti o nolenti, il Milan 2018/2019 sarà griffato Gennaro Gattuso. Il tecnico calabrese resterà – giustamente – in sella al club di Via Aldo Rossi, a prescindere dall’esito delle 4 sfide, fra campionato e Finale di Coppa Italia, di quest’ultimo mese di stagione. Una scelta precisa di Fassone e Mirabelli, certificata da un rinnovo di contratto arrivato circa un mese fa. Forse eccessivo, vista la durata del contratto sottoscritto, ma frutto di una scelta assolutamente meritevole di rispetto.

I leader del lider

Nei 5 mesi della gestione Gattuso, comunque, il Diavolo ha mostrato ottime cose, nonostante alcuni clamorosi black-out. Il fisico, probabilmente, ha tradito Bonucci e compagni nel momento cruciale della rincorsa alla Champions League, in cui, anche se solo per un momento, il Milan sembrava essere rientrato. Merito, senza dubbio, della correzione dell’atteggiamento mentale operata da Rino, capace di trovare, nello spogliatoio di Milanello, dei leader in grado di sorreggerlo, far gruppo e supportare i compagni nei momenti di difficoltà.

Dubbi

Le perplessità che avevano accompagnato l’arrivo dell’ex Campione del Mondo erano ed, in parte sono ancora, giustificabili. In primis, come mostrato in molte delle avventure del mister di Corigliano Calabro, quelle inerenti una fase offensiva troppo spesso poco produttiva. Naturalmente, i limiti appartengono all’essere umano e l’impegno che Rino profonde ogni giorno nel migliorare se stesso e la sua squadra non è assolutamente in discussione, risultando essere, anzi, solo meritevole di elogi.

Soluzioni

Proprio per questo, la possibilità di progettare ed iniziare da zero una stagione da tecnico del Milan rappresenta per Gattuso un’occasione probabilmente irripetibile. È per questo che Gennaro sia già al lavoro, in stretto contatto con Massimiliano Mirabelli, per costruire, o meglio potenziare, la squadra attualmente a sua disposizione. Tre, principalmente, le pedine che, oggi servono a questo Milan.

Necessità

In primo luogo, come sottolineato dallo stesso Gattuso, serve un attaccante. Uno, in buona sostanza, che 14 goal li faccia da solo, magari arrivati ad appena due terzi di stagione. Poi, senza dubbio, servono due pedine a centrocampo: una mezz’ala ed un regista di livello che possano dare il cambio a Bonaventura e Biglia, apparsi stremati nel momento clou della stagione. Poi, qualora dovesse andar via Suso, servirà un sostituto che non faccia rimpiangere lo spagnolo. Ma questo, Rino, lider maximo, per dirla alla cubana, di questo Milan, lo sa bene.

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