In questi primi mesi al Milan sono emersi i limiti di Massimiliano Mirabelli: così rischia di rovinare il Milan Ha accettato l'incarico al Milan consapevole che non sarebbe stata una passeggiata, ma forse neanche Massimiliano Mirabelli immaginava che fare il direttore sportivo di un club come quello rossonero si sarebbe rivelato così complicato. Un po' perché non avrebbe potuto, viste le esperienze di livello decisamente inferiore a cui era abituato. Un po' perché nessuno - in primis chi scrive - avrebbe ipotizzato in estate, a mercato concluso, una stagione così difficile. Certo fin da subito, però, sono emersi i limiti di Massimiliano Mirabelli. E non parliamo di quelli relativi alla capacità di individuare un buon giocatore. Non fosse altro che non disponiamo delle competenze per esprimerci in merito. Quanto di quelli personali, di un dirigente che in nome della «schiena dritta» rischia di rovinare il Milan. Ma basta guardare come vengono gestite le questioni più spinose, ormai all'ordine del giorno, per rendersi conto che in realtà la schiena dritta su cui tanto si ironizza sui social, altro non è che orgoglio, pericolosissimo orgoglio. Fin dal primo giorno in rossonero, infatti, Mirabelli ha cercato di marcare la distanza con il suo predecessore, Adriano Galliani. Una mossa tutto sommato populista, visto l'astio nutrito - con un po' di torto e un po' di ragioni - da gran parte del tifo rossonero nei confronti dell'ex ad. Se però non si possiede la forza personale per smarcarsi da alcuni dogmi allora il rischio è un altro: andare a sbattere contro un muro. E dopo averci sbattuto fare retromarcia e sbatterci di nuovo. Una sintesi di questo atteggiamento è la gestione del caso Donnarumma, dove le frizioni con Raiola non sono state risolte e sulle spalle di un 18enne ricadono le responsabilità di una scelta che nei prossimi mesi deciderà- in un modo o nell'altro - buona parte del futuro del Milan. Cancellare 30 anni con un tratto di penna non si può. Pensare che tutto ciò che c'era al Milan fosse sbagliato (vedi epurazioni a tutti i livelli societari) significa peccare di presunzione. Basta un piccolo bagno di realtà per rendersi conto che la nostra non è malafede. Ci spieghiamo con una domanda: qual è il tassello che il Milan - senza svenarsi (escludendo dunque il centravanti) - dovrebbe cercare di acquistare a gennaio nel tentativo di rinforzare la squadra? Siamo certi che la gran parte dei tifosi e degli osservatori risponderebbe: un esterno sinistro d'attacco. E qual è il nome più chiacchierato di queste settimane in Italia in questo ruolo? Rispondiamo di nuovo: Gerard Deulofeu. E chi c'è sul giocatore? Ancora: Inter e Napoli, non il Milan. Il motivo? Semplice, Deulofeu - che pure tornerebbe di corsa - è un pezzo marchiato Galliani. Un chiaro esempio in cui la schiena dritta -pardon, l'orgoglio - di Mirabelli rischia di rovinare il Milan.
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