Nella tarda serata di giovedì si è chiuso il mercato estivo. Una sessione entusiasmante per i tifosi milanisti che hanno visto la propria squadra assoluta protagonista in Italia e tra le Regine del calciomercato europeo. Undici acquisti, oltre 200 milioni investiti, ma anche tante cessioni (tra prestiti e calciatori ceduti a titolo definitivo). Una vera e propria rivoluzione che ha portato il Milan a cambiare completamente faccia sia dal punto di vista societario che da quello strettamente tecnico e calcistico. Da inizio giugno, anche se un paio di nuovi acquisti erano già stati perfezionati da tempo, a metà luglio circa il Diavolo ha chiuso ben dieci operazioni in entrata, per poi puntellare ulteriormente la rosa con il solo Nikola Kalinic arrivato negli ultimi dieci giorni. Questa mobilità in fase di rafforzamento ha fatto esplodere l’entusiasmo di tanti tifosi rossoneri che hanno invaso Casa Milan il giorno del raduno e riempito San Siro nelle tre gare ufficiali fin qui disputate dalla squadra di Vincenzo Montella.

Una voglia di Milan che non si vedeva da tantissimi anni e che sta avendo il suo riscontro anche nei dati relativi al numero degli abbonati. Eppure, purtroppo, c’è chi storce il naso per un paio di mancati innesti in alcune zone in cui la squadra, a detta dei soliti scontenti, non sembra essere completa. Secondo molti al Milan manca una mezzala e un esterno d’attacco. Tanti milanisti si aspettavano il colpo ad effetto nell’ultimo giorno di calciomercato ed hanno criticato la scelta di Fassone e Mirabelli di fare la diretta da Casa Milan per parlare a tutti i tifosi di tutto quello che è stato fatto fin qui. Eppure, la scelta dei due dirigenti rossoneri, non è nient’altro che una scelta di continuità con quanto fatto finora: parlare ai tifosi in modo chiaro e trasparente, snocciolando dati, numeri e progetti per il futuro.

Evidentemente, ci si era ormai assuefatti alle solite frasi di circostanza, a quei “Siamo apposto così”; “Se non parte nessuno non entra nessuno”; “Vediamo cosa succede negli ultimi giorni, se si dovesse presentare qualche occasione…”. Frasi che sembrano preistoria per il tifoso rossonero finalmente rinfrancato da questa nuova politica dell’attuale dirigenza rossonera, frasi che a molti fanno tornare anche un senso di angoscia e di nausea di cui ci siamo finalmente liberati. I cosidetti giorni del Condor finalmente sono terminati, non esistono più e negli ultimi anni, in realtà, non sono mai esistiti. Era ormai diventato trapassato remoto, infatti, il tempo in cui nelle ultime ore arrivavano gli Ibrahimovic, i Robinho e i Nesta. Ormai il tifoso rossonero veniva illuso da dichiarazioni speculative e si ritrovava l’uno di settembre con una rosa rinforzata (si fa per dire) con i vari Mati Fernandez, Nocerino, Boateng, Balotelli e Matri.

Forse la rosa del Milan andava puntellata con un altro centrocampista, uno che poteva fungere da vice Kessié, ma tant’è. Lo sforzo della nuova dirigenza e proprietà è stato enorme e la rivoluzione è stata necessaria, aspetto assolutamente da non sottovalutare, proprio per via delle macerie lasciate in eredità dalla precedente scellerata gestione. Non sarà facile per Montella far quadrare i conti di una squadra nuova di zecca, ma almeno si potrà lavorare su risorse tecniche importanti e le opzioni, sia tattiche che di calciatori, sono davvero tante. Il nuovo Milan di Fassone e Mirabelli ha lavorato d’anticipo, ha programmato ed ha agito mentre gli altri erano in vacanza e poi si è goduto gli ultimi giorni di calciomercato senza particolari ansie o pressioni. Come giustamente detto da Mirabelli, giovedì sera, infatti, non è mai sinonimo di lungimiranza arrivare agli ultimi giorni di mercato con la necessità di fare qualcosa, di solito si rischia di sbagliare, di prendere calciatori giusto per riempire caselle e questa politica non alberga più a Casa Milan.

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