Il disegno di Giovanni Malagò: il commissario Fabbricini farà da apripista al suo avvento in FIGC Con Roberto Fabbricini, nuovo commissario della FIGC designato dal CONI, lo sport italiano si gioca la faccia. Giovanni Malagò in questo senso è stato chiaro: il CONI scende in campo con i suoi uomini più rappresentativi, deciso a garantire un'accelerazione importante alle riforme che il mondo del calcio aspetta da tempo. Lo farà con un mix all'apparenza giusto tra uomini delle istituzioni e gente di calcio. E le nomine di Alessandro Costacurta e Bernando Corradi sono la garanzia che questa volta non si prescinderà dalle competenze. Non solo manager o politici del calcio insomma, ma persone che conoscono il campo e ciò che serve per far funzionare la macchina a dovere. Ma il vero protagonista, più che Fabbricini, è proprio Malagò. Nonostante il ministro Lotti - secondo Repubblica - gli abbia sconsigliato di calarsi nel calderone della Lega Serie A, il numero 1 dello sport italiano ha deciso di gettarsi ugualmente nella mischia. Lo farà non da subito, per rispetto nei confronti degli sport cosiddetti minori che pure rappresenta, e che ha deciso di di seguire in Corea del Sud, dove a breve scatteranno i Giochi Olimpici invernali. Un'assenza di 23 giorni, nella quale i problemi della Lega difficilmente verranno risolti. Giovanni Malagò avrà allora a disposizione 6 mesi per tentare di mettere in ordine tutto ciò che non funziona nel sistema calcio. O meglio: inizierà da questi 6 mesi. Dopodiché non è da escludere che sia proprio lui a sostituirsi al nemico giurato, a quel Carlo Tavecchio cui non concederà alcun ruolo, per chiarire una volta di più che per lui non c'è più spazio. Sì perché una volta esaurito il regno di Fabbricini sembra quasi scontato che alla FIGC subentri lui, Giovanni Malagò. Oggi al CONI, domani alla Lega e dopodomani, forse, alla FIGC...
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