Paolo Maldini, ex calciatore e simbolo del Milan, nonchè uno dei nomi più chiacchierati e in voga per la rivoluzione italiana, ha detto la sua sul momento che stiamo attraversando I più hanno additato Carlo Tavecchio e Giampiero Ventura come le cause principali del disastro della Nazionale. Simboli di un calcio "vecchio" che non sta al passo con i tempi. La rifondazione dell'Italia passa, dunque, da nuovi volti, quelli vincenti sul campo ad esempio. Da lunedì si fa un gran parlare anche di Paolo Maldini e della possibilità di vederlo come dirigente della Nazionale, al fianco di Carlo Ancelotti nel ruolo di ct. Una Nazionale nel segno del Milan di ieri dunque, ma anche di quello di oggi, con in campo Donnarumma, erede designato di Buffon. Proprio Maldini, a Repubblica, ha affidato i propri pensieri sul momento della nostra Italia calcistica: «Da una delusione così grande, possiamo ripartire e sfruttarla come un'opportunità. Abbiamo bisogno di una rifondazione, così noi possiamo guardare al futuro senza paura. Ma io, nel calcio italiano, vedo ancora le stesse facce di 15 anni fa quando diedi l'addio alla Nazionale». Idee chiare, no? Rifondare il calcio italiano a partire dalle fondamenta, ringiovanendo l'Italia dai vertici federali in poi.
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