Ai microfoni di gianlucadimarzio.com l’ex Milan Mesbah ha parlato della sua esperienza da calciatore rossonero.

“Col Milan fu incredibile. Passai in rossonero dopo buone prestazioni messe in mostra a Lecce e fu un’esperienza unica per un giocatore come me: un buon giocatore ma non un campione. Allenarsi con certi fuoriclasse ti fa crescere rapidamenteOgni minuto trascorso con loro ti fa maturare. Anche perché non erano solo calciatori pazzeschi ma anche ragazzi molto umili. Era impressionante allenarsi a Milanello: un allenamento era spesso più duro di una partita di Serie A per la fame e la grinta con cui veniva affrontato da ciascuno”. 

Cosa succedeva quando Ibra si arrabbiava:

C’era grande concorrenza e nessuno ci stava a perdere. Ricordo una pesante lite verbale tra due fenomeni come Seedorf e Ibra iniziata in partita e continuata poi negli spogliatoi. Questo per farvi capire come ciascuno scendeva in campo pretendendo il massimo da ogni compagno, indipendentemente da chi fosse. Un altro episodio che mi è rimasto impresso è legato alla Champions nel 2012, quando al ritorno fummo sconfitti dall’Arsenal 3-0 dopo aver vinto all’andata 4-0. In quella partita marcavo Walcott che non andava a 2000 km/h ma a 8000 km/h – ammette Mesbah con una risata -. Allegri rientrò negli spogliatoi facendoci i complimenti per la qualificazione ma Ibra andò su tutte le furie: ‘Non voglio fare ste figure di m***a’. E quando Ibra si arrabbiava, non c’era molto da scherzare”.

Su Allegri:

“Fu importantissimo per quella squadra. È un grande allenatore, il migliore in assoluto che abbia mai avuto per quanto riguarda il gioco in verticale e offensivo. Passava anche più di un’ora a ripetere gli stessi schemi finché non li apprendevamo a memoria. Dimostrò sempre grande personalità soprattutto perché non allenava di certo gli ultimi arrivati, anzi”

Su Gattuso e il Milan di oggi:

Con Gattuso ho trascorso solo 6 mesi visto che in quel periodo ebbe quel famoso problema all’occhio (miastenia oculare, ndr) ma per lui parla la sua carriera e gli auguro davvero tutto il bene possibile. Non ci sono dubbi che farà benissimo dal punto di vista caratteriale e saprà tenere il gruppo alla grande. Per quanto riguarda l’aspetto tecnico-tattico parleranno i risultati ma tifo per lui e spero davvero possa far bene anche se al Milan servirà sicuramente tempo prima di tornare grande. Il problema è la Champions. Vi spiego: i top players vogliono giocare a tutti i costi in Champions. Vi assicuro che come competizione, superati i gironi, è più difficile di un Mondiale. Quando tornerà in Champions, i top players vorranno sposare la causa del Milan perché è una grande squadra con una storia unica”.