Fa effetto Bonucci. Perfetto protagonista del business mercato. Uno che la mano nel fuoco non so, ma la mano sul petto la mette sempre. Per la Juve, per il Milan, per il Paris St.Germain. La maglia? Un’appendice. Un colore. Tanti colori. In poche ore è passato dagli eloquenti silenzi parigini all’esplosiva gioia meneghina, twittando con (rinnovato) amore rossonero: «Riconquistato ciò che avevamo raggiunto sul campo». Il Paris St Germain? Una voce. Una voce poco fa. No. Fa sul serio. Stava firmando. Il Tas ha fatto il miracolo. Ha restituito l’Europa League al Milan e la fede ai milanisti. Prima della sentenza, a Milanello e dintorni pareva d’essere alla Stazione Centrale, a Linate, alla Malpensa e il mercato rossonero pareva un esodo guidato da Raiola coi Donnarumma in prima fila, anzi, solo Gigio, Antonio no, Antonio deve restare perché Reina deve andare al Chelsea...Piuttosto...cosa fa Gattuso? Resta o arriva Conte? Gattuso fa quel che può, autorizza la cessione di Bertolacci al Genoa: ma i vip, i crack, i fenomeni chi li tratta in uscita e in entrata? Mirabelli? Ma resterà? Fassone? Beh, dicono che per Fassone le cose non sono cambiate, come se il Tas non avesse dato ragione a lui, al suo ricorso. Noo, il miracolo l’ha fatto Elliott.

Elliott: basta la parola e i peccati finanziari sono perdonati, e il Milan è salvo, allegria allegria, con l’Inter in Champions è quasi Milano da bere. Quasi. Come si legge il fatto che appena è arrivata la sentenza favorevole del Tas di Losanna dalla Procura di Milano è arrivata l’apertura di una indagine sull’ex patron del Milan, il cinese Yonghong Li, prestatosi al calcio italiano più come un gioco di parole che un danaroso acquirente? Dice la Procura: false comunicazioni sociali. Scusate, mi sembra una cattiveria: erano semplici sbruffonate, io pago... io pago ...io posso...io posso. Non poteva, non pagava. È arrivato San Elliott, o San Paul Singer, fate voi: poteva e ha pagato la libertà di giocare. Così l’ha capita anche Pioli che da vero sportivo ha incassato l’ovvio no alla Fiorentina ch’era pronta a subentrare in Europa. Tecnica e sentimenti, raccontavamo tanto tempo fa, ma il mondo è cambiato. Forse il denaro non fa la felicità ma almeno fa giocare l’Europa League. La Champions? Lo scudetto? Erano il pallino di Rocco Commisso, ‘o ‘mericano, ma è stato un breve sogno di emigrante fortunato. Diciamo la verità: le coppe e i campionati non si vincono solo coi soldi - veri o presunti - ma con la fantasia, la creatività, la passione. Con Silvio Berlusconi. Ecco perché il suo addio è imperdonabile.