Milan-Inter è stato il derby degli errori, ma anche delle ottime difese: Bonucci, Romagnoli, Miranda, Skriniar, ma anche Cancelo e Calabria sugli scudi

Milan-Inter appartiene ormai al passato, ma la prestazione di ieri delle due squadre ha dato un quadro piuttosto preciso di cosa manca a Gennaro Gattuso e Luciano Spalletti. Al toscano sarebbe servita un po’ più di lucidità per Mauro Icardi, capace di sbagliare due gol fatti da mezzo metro a porta vuota. A Gattuso probabilmente avrebbe fatto comodo un altro tipo di lucidità, quella del centrocampo (e di Kalinic, ma è un’altra storia). Quel che emerge dal derby è che entrambe le squadre sbagliano molto, troppo. Ambedue, però, possono esultare per lo stato di forma delle due difese: le coppie Romagnoli-Bonucci e Skriniar-Miranda non paiono, in questo momento, avere alternative migliori in Serie A. Si dirà che sono le difese della quarta e della sesta in classifica, ma la fase difensiva di Milan e Inter è la migliore, non fosse per qualche sbavatura sulle fasce.

Milan e Inter possono sorridere per le difese

Nell’Inter non è parso in formissima D’Ambrosio, tanto che al 90′ Suso e Kalinic potevano beffarlo; nel Milan, invece, è ancora lontano dalla condizione di inizio stagione Ricardo Rodriguez, il peggiore in campo tra gli otto difensori schierati ieri. Dalla parte dello svizzero sono arrivati i guai maggiori, e si torna a parlare dei troppi errori. Così come all’andata, i giocatori hanno sbagliato passaggi elementari, complici la stanchezza o il campo pesante, ma gli alibi contano fino a un certo punto. Le manovre sono parse macchinose e, nelle poche accelerazioni, sono state decisive le difese. Bonucci-Romagnoli meglio di Skriniar-Miranda, ma solo perché sono stati sollecitati maggiormente. Da sottolineare anche un ottimo Calabria e un Cancelo intelligente e coraggioso. Il due rossonero ha marcato bene Perisic nonostante qualche sbavatura, il portoghese ha messo in scena un duello importante con Calhanoglu anche se è stato subito ammonito. C’è di che sorridere, sebbene non sia molto.


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