È stata una stagione molto complicata per la nuova proprietà rossonera. Dai vari problemi legati alla figura del presidente Yonghong Li alla mancata concessione dell’UEFA del voluntary agreement, passando per i diversi milioni investiti per l’acquisto del Milan e in sede di mercato. Una delle questioni più importanti, al momento, per la nuova società è legata al rifinanziamento del debito contratto con il fondo statunitense Elliott. Sembrava che la trattava con Highbridge potesse chiudersi nel giro di qualche settimana ma, come riferito dall’edizione odierna del Corriere della Sera, non c’è alcun accordo imminente tra le parti.

A tre giorni dallo scadere della trattativa in esclusiva con il fondo Highbridge, è arrivata ufficialmente l’offerta sul tavolo dell’amministratore delegato rossonero Marco Fassone che, per il momento, si è preso un margine temporale e valuterà anche altre proposte. Da mesi filtra che l’obiettivo primario del Milan è risolvere la questione legata al rifinanziamento entro la primavera 2018, vale a dire circa sei mesi prima della scadenza a ottobre con Elliott. nel mese di aprile la delegazione dovrà trattare anche con l’Uefa le sanzioni del settlement agreement.

Al momento della firma dell’esclusiva, quella di Highbridge era considerata l’opzione migliore. 400 milioni, da restituire in cinque anni, per rifinanziare sia il debito del Milan (123 milioni), sia quello del presidente Yonghong Li (180), con altri 100 milioni in caso di raggiungimento degli obiettivi del business plan. Nelle ultime ore sembra però essere cambiato qualcosa e la firma, che pareva scontata, non arriverà in tempi brevi.