Nonostante la sconfitta con la Lazio, i tifosi del Milan possono credere nel progetto: parola di Marco Fassone, che ha spiegato come stanno le cose Lazio-Milan è un boccone difficile da mandare giù e qualche dubbio è venuto pure a Marco Fassone. L'amministratore delegato ammette che il Milan ha giocato male e la sconfitta ha minato le certezze stabilite fin lì. A peggiorare la situazione sono arrivate le parole di Mino Raiola, ma l'ad glissa e spiega che il progetto rossonero si svilupperà in quattro-cinque anni. C'è scetticismo nell'ambiente milanista, ma la gente apprezza il lavoro della nuova dirigenza e l'ex interista afferma che essere nel mirino è normale, perciò è stata scelta la via della trasparenza. «Elliott? Potrei dire che il Milan al 99,9% rimarrà nostro ma un margine di rischio c'è e quindi dico 99%. Spero nel 100% già nella primavera 2018, forse già a febbraio con sei mesi di anticipo. Il Milan non porterà i libri in tribunale» continua Fassone a proposito della situazione societaria del Diavolo. L'ad si è stufato delle insinuazioni, vuole che il calcio cominci a vedere di buon occhio le proprietà orientali e spera di poter arrivare a fatturare quasi cento milioni di euro in Ci∫na grazie al lavoro dei manager e delle società in loco. Per il campo gli obiettivi sono stati fissati: «Vogliamo la zona Champions League e poi potremo crescere. Non riuscirci non sarebbe un dramma, ma gli azionisti ci hanno chiesto la coppa più prestigiosa...». Fassone prosegue: «Donnarumma capitano...» Juventus e Napoli hanno qualcosa in più delle altre, stando a quanto ammette Fassone a Il Corriere dello Sport; la corsa va fatta dunque su Inter, Roma e Lazio, più alla portata come rose. C'è anche da giocare l'Europa League e per il dirigente è una competizione non tanto importante quanto addirittura prioritaria e non vuole le riserve in campo, vuole arrivare fino in fondo. A proposito di UEFA, il Milan - spiega - si rivedrà a novembre per il Voluntary Agreement, che potrebbe dare vantaggi anche se ci saranno dei vincoli con l'organo calcistico. Nessuna rifondazione: «L'idea è quella di prendere due-tre giocatori per migliorarci nel 2018. Faremo mercati importanti anche senza cessioni importanti. Adesso non abbiamo rimpianti per la sessione di trattative appena conclusa». Anche perché è arrivato un leader come Leonardo Bonucci. L'ex juventino è in crisi nell'ultimo periodo ma rimane un giocatore affidabile e Fassone racconta come è nato l'affare. L'accordo è stato trovato in mezz'ora e Marotta ha dato subito l'ok. Infine il capitolo Donnarumma, Fassone chiude così: «Niente polemiche. Immaginiamo Gigio capitano del Milan in futuro. Dargli la fascia adesso sarebbe stata una cosa prematura, ma se rimarrà a lungo con noi come speriamo...». 
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