C'è il mercato, faraonico, quello del Milan. E poi un'idea di squadra che il Milan non ha. Meglio: che ancora non ha. E quella non può acquistarla, tocca all'allenatore, nel caso specifico Vincenzo Montella. Si può perdere, certo, in casa della Lazio, soprattutto se è una Lazio molto bene organizzata, con Simone Inzaghi attento a ogni mossa e sempre ispirato. Non si discute sul fatto che Montella abbia bisogno di tempo, in fondo ci sono pochi allenatori al mondo - Conte in testa - capaci di fare immediatamente di qualsiasi gruppo una squadra vera e competitiva. Ma nella frana Milan all'Olimpico ha preoccupato la fragilità dopo aver incassato il primo ceffone, l'assenza della pur minima reazione, l'improvvisazione e la superficialità. Una minima idea di squadra ci deve essere dopo qualche mese di lavoro, altrimenti è normale che qualche capo di accusa spetti a Montella. Una minima idea, non una squadra totalmente sincronizzata. E poi mettiamoci una volta d'accordo sulla difesa a tre o a quattro, Montella ha fatto capire di essere pronto a cambiare, forse in modo definitivo. Sarebbe il caso di metterci il punto senza rinviare troppo, così come sarebbe il caso che operazioni da 25 milioni e passa non finiscano sistematicamente in panchina. Perché la difesa a tre oggi dopo due mesi di lavoro? Perché Romagnoli era infortunato? Non è una risposta. Le scelte sono dell’allenatore, nel bene e nel male. Del Milan non preoccupa il ritardo tattico, ma l'assenza di scelte secche e decise, questo continuo cambiare sistema e siamo a metà settembre. Ecco perché Montella ora è chiamato a dare risposte chiare e definitive: questa non è la stagione del poco da perdere e tutto da guadagnare. Foto: sito ufficiale Milan

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