Il mercato di riparazione, si sa, può essere una splendida opportunità per una squadra per ritoccare la formazione, magari grazie a qualche occasione low cost, e colmare quei buchi in rosa che i primi mesi di stagione mettono in evidenza. Ma non sempre questa finestra di mercato regala soddisfazioni, anzi, il più delle volte il rimpiazzo invernale può trasformarsi in una negativa sorpresa. Dunque abbiamo raccolto tutti i bidoni, per così dire, arrivati a Milanello nel corso delle ultime sette stagioni, quelle successive all’ultimo scudetto vinto dai rossoneri.

Nel 2012, con il Milan in corsa per il titolo insieme alla prima Juventus di Antonio Conte, a fare da padrone è stato il caso Pato: il brasiliano, in partenza per Parigi, fu trattenuto a Milano in extremis grazie all’intervento del patron Silvio Berlusconi, che di fatto bloccò l’arrivo di Carlitos Tevez. A gennaio dunque arrivarono solo Mesbah dal Lecce e Maxi Lopez, protagonista di una bizzarra vicenda nei giorni appena precedenti alla firma, dal Catania. Due giocatori che non hanno lasciato il segno in rossonero, in particolare l’algerino, arrivato per conquistarsi un posto da titolare sulla fascia sinistra. L’inverno successivo, quello del 2013, è ricordato certamente per l’acquisto di Mario Balotelli. Top o flop? Difficile da definire. L’attaccante bresciano fu sicuramente il protagonista – con 12 reti segnate in 13 partite – della cavalcata alla qualificazione in Champions, arrivata all’ultima giornata; ma la stagione successiva fu molto travagliata e Super Mario si fece notare e ricordare più per le consuete bravate che per le giocate. Oltre a lui però arrivarono altri due giocatori che possiamo senza dubbio inserire nella lista dei bocciati: Christian Zaccardo, uno dei giocatori più contestati delle ultime stagioni dai tifosi milanisti, e Bartosz Salamon, che con il Diavolo però non fece alcuna apparizione.

Ma fu il biennio successivo quello più ricco di fiaschi: nel gennaio 2014 l’allora AD Adriano Galliani portò a Milano Michael Essien – prelevandolo dal Chelsea – e Keisule Honda – al quale fu concessa addirittura la maglia numero 10 – dal CSKA di Mosca, entrambi a parametro zero. Più il ghanese che il nipponico – che ha lasciato il Milan solo da qualche mese – tutti e due però si rivelarono due grandi fallimenti. Nel 2015 altri tre flop di tutto rispetto: Alessio Cerci, Mattia Destro e Salvatore Bocchetti. L’esterno romano, strappato sul mercato ai cugini nerazzurri, fu accolto a San Siro come una star il giorno dell’esordio (Milan-Sassuolo del 6 gennaio) ma già dopo poche prestazioni cominciò a deludere i tifosi, accumulando una serie incredibile di strafalcioni e dimostrando alla lunga mediocrità e pochezza. Così anche l’attaccante scuola Inter, arrivato in prestito con diritto di riscatto dalla Roma: dopo la delusione Torres di inizio stagione, intorno a Destro molte aspettative e speranze, che però deluse siglando solamente 3 reti in metà campionato. A fine stagione dunque non fu ricattato da Adriano Galliani.

Nello stesso mese venne prelevato dal Liverpool anche Suso. Lo spagnolo, che ora insieme a Donnarumma rappresenta l’unico vero gioiello rossonero – e obiettivo di mercato di tante big europee – non brillò affatto nei primi cinque mesi di Milan, né in quelli successivi alla sosta estiva: nel gennaio successivo dunque venne spedito a Genova sponda rossoblu, dove sotto la guida di Alberto Gasperini riuscì finalmente a trovare spazio e ad esprimere il suo talento, che impressionò Vincenzo Montella al punto di richiamarlo a sé nell’estate del 2016. Venendo alle due finestre di mercato invernali non ci sono troppi innesti negativi da registrare, soprattutto in considerazione della penuria di acquisti in generale: il vero e unico flop del 2016 fu Kevin Prince Boateng, riportato a Milano dopo l’insoddisfacente esperienza tedesca nello Schalke 04, mentre quella dello scorso inverno, 2017, fu Lucas Ocampos, attaccante argentino prelevato dal Genoa che lo aveva in prestito dall’Olympique Marsiglia, squadra dove ora è tornato e sta trovando spazio e gol. Per ora il mercato in entrata del Milan e fermo, ma i