Le parole di Vincenzo Montella fanno sorgere un dubbio: perché al Milan è passato al 3-5-2 e al Siviglia sconsiglia una svolta simile? Il rischio che tutti i detrattori di Vincenzo Montella possano leggere un po' di malafede nell'atteggiamento dell'Aeroplanino ai tempi del Milan adesso è veramente alto. Del resto sono state le parole dello stesso allenatore campano, ora al Siviglia, a destare qualche perplessità. Reduce da una batosta durissima nel derby contro il Betis, perso in casa per 3 a 5, Montella ha parlato delle contromisure da adottare per aggiustare la fase difensiva dei suoi. Una delle ipotesi sul tavolo porterebbe al passaggio al 3-5-2, un po' come avvenuto al Milan, quando le prime difficoltà della retroguardia rossonera portarono Montella a decidere per la svolta. Chissà perché, però, l'Aeroplanino in conferenza stampa ha rinnegato se stesso, motivando per giunta la decisione di non schierare la difesa a 3. Queste le sue parole: «C'è bisogno di tempo per giocare a 3, ma noi non ne abbiamo. Penso che questa squadra sia costruita per giocare a 4 dietro». Parole che non possono che irritare i tifosi rossoneri a distanza di tempo. La domanda adesso questa: perché Montella al Milan ha ragionato in maniera opposta? Qualcuno potrebbe dire che ha imparato la lezione. Peccato lo abbia fatto sulla pelle dei rossoneri...
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