Vincenzo Montella al Milan è di fronte ad un dilemma non di poco conto. La scelta del modulo deve venire prima o dopo quella degli uomini? Vincenzo Montella, da ieri, naviga a vista. Il suo Milan è affondato all'Olimpico sotto i lampi di Immobile. E non c'entra il nubifragio che ha interessato la Capitale. Piuttosto l'incertezza sulla rotta da seguire, l'incapacità di decifrare quale sia l'abito giusto da cucire addosso al suo equipaggio. L'equivoco principale "sembra" essere in difesa: hai comprato Bonucci, che da sempre offre il meglio di sé in una difesa a 3, e ti ostini a giocare a 4. Ma è qui che sta il dilemma: Montella non è cieco, Montella sa, Montella vede. Dunque, se fino alla disfatta di Roma non aveva ancora optato per un cambio di modulo, un motivo c'è. Ma quale? Il problema, probabilmente, è che la coperta è troppo...lunga. Soprattutto dalla mediana in su. Mettiamoci nei suoi panni. Il 3-5-2 è un modulo che prevede 3 centrocampisti classici più due attaccanti: dunque, chi sta fuori? Dopo aver cercato Biglia per un'intera estate, Montella deve scoprire quali sono gli interpreti migliori da affiancargli. Montolivo? Probabilmente no, visti i risultati di ieri. Kessié? Errore di ieri a parte, l'ivoriano è un imprescindibile per forza d'urto e capacità tecniche. Resta un posto. Chi se lo gioca? Forse Bonaventura e Calhanoglu, ma in ogni caso lasciare in panca uno dei due appare un delitto: un po' per la qualità che li contraddistingue, un po' - per il turco - per quanto sono venuti a costare. Si limitasse al sacrificio di uno tra Bonaventura e Calhanoglu, però, Vincenzo Montella non sarebbe così restio al cambio di modulo. Il problema vero è che il 3-5-2, per caratteristiche, esclude l'uomo che ha trascinato il Milan l'anno scorso e all'inizio di quest'anno: Suso. Lo spagnolo è perfetto per il 4-3-3, ma se come accaduto contro la Lazio vive una giornata d'appannamento, tutta la squadra ne dipende. E una squadra puoi costruirla su un solo giocatore forse se si chiama Messi, non in altri casi. Ci sarebbe il piano B, quello di arretrare di qualche metro lo spagnolo, ma l'impiego accanto a Biglia sulla mediana pare da escludere: all'ex Liverpool non si può chiedere di svolgere da filtro per la difesa. Il suo valore aggiunto sono il dribbling, la costruzione del gioco, che inevitabilmente verrebbero meno di pari passo con l'aumento della fatica e l'assenza di lucidità. La tentazione, allora, potrebbe essere quella di accentrarlo e di farlo giocare da seconda punta. Ma in quel caso qualcuno dovrà spiegare a Fassone perché Mirabelli ha speso 38 milioni per André Silva e 20 per Kalinic. Senza dimenticare Cutrone...La coperta pare davvero troppo lunga: capiremo presto se il sarto Montella è di qualità e, soprattutto, quali pezzi di stoffa verranno sforbiciati prima.
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