Nnamdi Oduamadi domani sarà a disposizione di Rino Gattuso per la partita del Milan Primavera contro il Napoli C'è stato un tempo in cui Nnamdi Oduamadi sognava di diventare "grande". Si vedeva con la maglia del Milan e della sua Nigeria per lungo tempo: sollevare trofei e gonfiare le reti avversarie la sua missione. Con la Nazionale, per quanto solo a sprazzi, l'attaccante giramondo c'era anche riuscito. Con il rossonero, però, le cose non sono (mai) andate per come si augurava. Non è bastata l'intuizione di Adriano Galliani: la scelta di chiamarlo Odu, a suggerire che dietro la carta d'identità da nigeriano si celasse un talento da brasiliano, a fargli spiccare il volo. Una serie di prestiti e di ritorni alla base, in attesa del trampolino giusto. L'ultimo salto, però, Oduamadi non l'ha mai compiuto, neanche nelle serie minori: semplicemente incapace di crescere, di trasformarsi da baby-campione a giocatore vero. Si troverà così, domani, a ripartire dalla Primavera del Milan. Lo farà da fuoriquota, a 26 anni, con allenatore quel Rino Gattuso che diversi anni fa, in allenamento, provava a dribblare, consapevole del rischio di vedersi tatuato sul polpaccio i tacchetti del numero 8 rossonero. Sarà a disposizione, per la partita contro il Napoli, della Primavera con cui si era lanciato. Assaporerà, dopo molti anni, l'ebbrezza di sentirsi di nuovo protagonista. Proverà a segnare, si chiederà se per caso è ancora possibile, a 26 anni, ritornare Odù, perché ai sogni è difficile rinunciare. Anche per lui, che da tempo ha preso atto di essere soltanto Nnamdi Oduamadi.
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